Sabato, 10 Aprile 2021
Palermo

Asportato un cancro allo stomaco senza bisturi: "Prima volta al mondo e succede in Italia"

L’intervento è stato realizzato da Antonino Granata e Mario Traina all’Irccs Ismett di Palermo. Il paziente è stato in grado di alimentarsi già dopo 48 ore senza alcun problema ed ha potuto lasciare l’ospedale solo dopo tre giorni

Un tumore sottomucoso allo stomaco è stato asportato radicalmente “a tutto spessore” (full-thickness) senza l’utilizzo di alcuna assistenza chirurgica tradizionale ma solo grazie a una procedura endoscopica. La procedura è stata realizzata all’Irccs Ismett di Palermo. E’ la prima procedura di questo genere mai realizzata nel mondo. Fino a oggi, questo tipo d’intervento è stato sempre eseguito solo per via chirurgica. La letteratura scientifica riporta pochi tentativi di approccio endoscopico, solo in Cina alcuni interventi analoghi sono stati portati a termine ma con tecniche di sutura obsolete.

A beneficiare del delicato intervento una paziente di 51 anni. L’intervento è stato possibile grazie al nuovo sistema di sutura endoscopica che permette di “ricucire” il foro effettuato durante la procedura. La donna è stata sottoposta ad una vera e propria gastrectomia cuneiforme, ovvero un’asportazione di un tratto di tessuto dello stomaco a forma di cuneo ,per via endoscopica con cui è stata totalmente rimossa la neoformazione allo stomaco che l’aveva colpita.

Due le principali fasi dell’intervento: resettiva e di sutura. La fase resettiva è stata portata avanti con un elettrobisturi endoscopico miniaturizzato che ha consentito la rimozione della neoformazione e della parete gastrica adiacente - in modo da rendere l’intervento oncologicamente radicale - creando una voluminosa perforazione allo stomaco finora non gestibile endoscopicamente. La seconda fase, quella di chiusura della parete gastrica è la più innovativa, grazie ad uno strumento di sutura endoscopica di nuova generazione la parete gastrica è stata richiusa senza necessità di fastidiosi tagli  nella parete addominale e/ o dolorosi tubi di drenaggioLa possibilità di intervenire per via endoscopica apre, quindi, nuovi scenari: intervenire su lesioni prima di appannaggio esclusivamente chirurgico, ridurre il dolore post-operatorio  e i tempi di degenza.

L’intervento è stato realizzato da Antonino Granata e Mario Traina. Il paziente sottoposto a questa procedura è stato in grado di muoversi subito dopo il risveglio dall’anestesia, di rialimentarsi già dopo 48 ore senza alcun problema ed ha potuto lasciare l’ospedale solo dopo tre giorni dall’intervento.“E’ da anni che aspettiamo uno strumento endoscopico efficace per suturare la parete intestinale dall’interno  – spiega Antonino Granata – e oggi è realtà. La tecnica utilizzata in Ismett è in linea con il moderno approccio terapeutico che prevederà sempre di più in futuro tecniche mini-invasive, come sono quelle endoscopiche, al posto della tradizionale chirurgia. Ciò garantirà al paziente un recupero più veloce e limiterà i rischi correlati alla chirurgia, nonché costituirà un risparmio per la spesa sanitaria”.

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