Lunedì, 20 Settembre 2021
Scienze

Tumori in crescita a livello di epidemia: ecco i più pericolosi

L'Oms ha stilato la classifica dei "tumori killer". Per combatterli servono prevenzione e diagnosi precoce

Cresce il benessere dei paesi occidentali ma insieme cresce anche l'incidenza dei tumori.

A lanciare l'allarme è l'Organizzazione Mondiale della Sanità, la quale ha stimato che in meno di vent'anni il numero dei casi di tumore passerà dai 14 milioni del 2012 ai 22 milioni del prossimo 2030.

Aumentano i tumori ma, nonostante le conquiste della scienza, aumenta anche la mortalità. Secondo gli esperti, le vittime diventeranno 13 milioni l'anno, in crescita rispetto alle 8,2 milioni attuali. La percentuale maggiore di mortalità si registrerà in Africa, Asia e America del Sud, Paesi che sempre più cercano di rincorrere gli stili di vita occidentali senza però provvedere ad avere anche gli stessi standard di cura.

L'Oms ha stilato anche la classifica dei tumori più pericolosi: il killer è il tumore ai polmoni, con 1,8 milioni di diagnosi, ossia il 13 per cento del totale. Segue quello al seno (12 per cento) e quello al colon (10 per cento). Il cancro ai polmoni è anche quello con il maggior tasso di mortalità, stimato al 19,4 per cento.

Per sconfiggere questa epidemia, ha spiegato Christopher Wild, direttore dell'Iarc, International Agency for Research on Cancer, serve una maggiore prevenzione.

Il rapporto mostra che anche se le cure hanno visto notevoli progressi non possono essere l'unica arma per risolvere il problema dei tumori. Dobbiamo mettere più impegno nella prevenzione e nella diagnosi precoce per limitare questo allarmante aumento del peso del cancro nel mondo 

Aumentano i casi tumori anche in Italia, anche se nel nostro Paese c'è il record europeo di sopravvivenza (5 anni) Il più frequente in Italia è il tumore al colon-retto, seguito da quelli alla mammella, al polmone e alla prostata. Anche per noi il più pericoloso è quello al polmone, che è al primo posto per mortalità.

Il problema è la prevenzione, come spiegato da Roberta De Angelis, ricercato dell'Istituto superiore di Sanità.

Questo si vede soprattutto al Sud dove gli screening oncologici hanno una copertura più bassa. Sempre in quest'area d'Italia c'è una maggiore prevalenza di obesità e sedentarietà, e paradossalmente un minor consumo di frutta e verdura nonostante lì si concentri la produzione

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