Venerdì, 5 Marzo 2021

Abbiamo puntato sul vaccino sbagliato?

Secondo il virologo Guido Silvestri i sieri di Pfizer/BioNTech e Moderna si sono rivelati "nettamente superiori a quello, peraltro anch'esso efficace, di AstraZeneca/Oxford". Come stanno le cose?

Foto di repertorio

"Basandosi sui dati a nostra disposizione, la conclusione preliminare ma ragionevolmente forte è che, in termini sia di efficacia che di protezione degli anziani, i due vaccini a Rna (Pfizer/BioNTech e Moderna) siano nettamente superiori a quello, peraltro anch'esso efficace, di AstraZeneca/Oxford". Lo scrive su facebook il virologo Guido Silvestri, professore alla Emory University di Atlanta, commentando in un post su Facebook i dati pubblicati su 'Lancet' dello studio di Fase III del vaccino per Covid-19 ChAdOx1 nCoV-19 che ha coinvolto quasi 24mila soggetti. Abbiamo puntato sul vaccino meno efficace? "Il problema qui negli Usa (e penso anche nello stesso Regno Unito) non si pone - sottolinea il virologo -, visto che useremo i due vaccini a Rna, mentre si vedrà come 'reagiranno' a questi dati il governo italiano ed il Cts che avevano puntato molto su questo vaccino".

Silvestri spiega che il vaccino AstraZeneca/Oxford ha dimostrato un’efficacia “totale nel proteggere dall'infezione del 70%, con efficacia del 62% per chi ha ricevuto la dose piena (come per protocollo) e del 90% per chi invece ha ricevuto una dose ridotta (per errore, da notare). La sicurezza del vaccino come noto è eccellente. Purtroppo il numero di arruolati sopra i 55 anni non consente di giudicare l'efficacia in modo specifico per questa fascia di età. Una nota positiva è che questo vaccino a differenza di quelli a Rna (Pfizer/BioNTech e Moderna) si può conservare a 4 gradi centigradi".

Il vaccino Oxford Astrazeneca arriverà in Italia forse già a gennaio con 3 milioni di dosi, mentre entro giugno dovrebbero esserne spedite altre 40. La prima tranche del vaccino Moderna arriverà invece in 10 milioni di dosi entro il primo trimestre del 2021. Il primo vaccino disponibile sarà però quello di Pfizer-BioNTech: 3,4 milioni di dosi entro gennaio per un totale di 27,2 milioni da inviare nel corso del 2021.

Regno Unito: il vaccino Pfizer sconsigliato a chi ha allergie

Intanto come fa notare su facebook Enrico Bucci, biologo e docente presso la Temple University di Philadelphia, "in Inghilterra, MHRA ha precauzionalmente sconsigliato a chi ha una storia di reazioni allergiche importanti di assumere il vaccini Pfizer, a causa di due eventi di reazione anafilattoide osservati ieri su due componenti del personale sanitario NHS che hanno ricevuto il vaccino (su centinaia che lo hanno fatto).

Il capo dell'NHS, il sistema sanitario del Regno Unito, avrebbe infatti dichiarato che "come è comune con i nuovi vaccini, l'MHRA ha consigliato in via precauzionale che le persone con una storia significativa di reazioni allergiche non ricevono questa vaccinazione dopo che due persone con una storia di reazioni allergiche significative hanno risposto negativamente ieri. Entrambi si stanno riprendendo bene.". Insomma, nulla di grave. Solo una doverosa misura precauzionale che a quanto dice l'Nhs è abbastanza comune quando si parla sempre di vaccini. 

"Questo è quanto intendevo in questi giorni, quando parlavo di maggior reattogenicità di questo vaccino - ha spiegato Bucci -, ben nota ai ricercatori, ma alla quale bisogna preparare la popolazione con una comunicazione veritiera e concreta.

Pregliasco: “Mascherine fino all’immunità di gregge”

E oggi ha parlato di vaccini anche Fabrizio Pregliasco,  virologo e  ricercatore dell'Università degli Studi di Milano. Secondo Pregliasco dovremo indossare le mascherine per tutto il 2020 e 2021, almeno finché non si arriverà all’immunità di gregge "che necessita del 60-70% di persone vaccinate".  "La velocità con cui arriveremo alla immunità di gregge ci renderà più liberi, non liberissimi. Non si può pensare che il vaccino azzeri la diffusione del virus, resterà una quota di soggetti suscettibili e per questo bisognerà per tutto il 2020 e 2021 andare avanti con queste precauzioni". Quanto al vaccino Pfizer, secondo Pregliasco il Regno Unito "ha voluto, per motivi politici, bruciare tutti per mostrare la sua indipendenza”. Sulla durata degli anticorpi il virologo ha spiegato che solo “la fase 4, di farmacovigilanza, ci permetterà di valutare l'andamento della copertura vaccinale e la sua durata". 

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Pubblicato da Guido Silvestri su Martedì 8 dicembre 2020
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