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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Parola all'esperto

"Il vaiolo delle scimmie? Possibile infettarsi anche attraverso il contatto con un animale"

"Difficile che sia l'inizio di una nuova pandemia" secondo Fareed Ahmed Medical Advisor di International SOS. Il virus non sarebbe infatti diverso da quello che ha provocato focolai anche in passato. Con la giusta attenzione all’igiene e all’isolamento dei pazienti infetti è quindi possibile fermare la trasmissione del virus tra esseri umani, almeno nei paesi in cui non è endemico

Oltre 257 casi confermati nel mondo, di cui 12 in Italia. E altri 120 ancora sospetti. I numeri sono i più alti mai registrati fuori dalle nazioni in cui il vaiolo delle scimmie è endemico, cioè i paesi dell’Africa occidentale e del bacino del Congo in cui la malattia è periodicamente trasmessa all’uomo dagli animali che rappresentano il reservoir naturale del virus. Non c’è però motivo di allarmarsi, almeno per ora. Con quarantene tempestive e la giusta attenzione a semplici norme igieniche, che dovremmo aver imparato fin troppo bene negli ultimi due anni, non ci sono rischi che il vaiolo delle scimmie si trasformi in una nuova pandemia. Ce lo spiega Fareed Ahmed, medico con una lunga esperienza in campo sanitario e umanitario maturata lavorando per 10 anni con Medici Senza Frontiere, e attualmente Senior Medical Advisor di International SOS.

Dottore, quali sono le caratteristiche cliniche del vaiolo delle scimmie?

"I sintomi sono simili al vaiolo ma più lievi. Iniziano come quelle influenzali, con febbre, mal di testa, dolori muscolari, mal di schiena, linfonodi ingrossati e una sensazione generale di disagio e spossatezza. Entro pochi giorni i pazienti mostrano un'eruzione cutanea di protuberanze sollevate, che possono anche rivelarsi dolorose. Il periodo di incubazione per il vaiolo delle scimmie è di solito 7-14 giorni, ma può variare da 5 a 21. La malattia dura in genere per 2-4 settimane. In Africa, il vaiolo delle scimmie ha dimostrato di causare la morte in 1 persona su 10 che contrae la malattia. Sul piano terapeutico, Tecovirimat è un farmaco antivirale sviluppato per il vaiolo. È stato approvato dall'Agenzia Europea del Farmaco (EMA) per il vaiolo delle scimmie nel 2022, ma non è ancora ampiamente disponibile."

Si tratta di una malattia molto infettiva? Corriamo il rischio di una nuova pandemia?

"Le persone infette possono trasmettere la malattia ad altre persone attraverso il contatto con fluidi corporei, piaghe da vaiolo delle scimmie o oggetti condivisi contaminati (come vestiti e biancheria da letto). Il virus si diffonde anche a contatti stretti attraverso goccioline respiratorie. Inoltre Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha fatto presente che 'La trasmissione tra partner sessuali, a causa del contatto intimo durante il sesso con lesioni cutanee infettive sembra la probabile modalità di trasmissione tra uomini che hanno rapporti sessuali con uomini'. Detto questo, secondo l’informazione che abbiamo al momento il ceppo del virus che ha causato gli attuali focolai non è diverso da quello che ha causato altri focolai nel passato. E visto che il virus non è mutato, è improbabile che dia un’origine a pandemie."

Esistono vaccini efficaci contro il vaiolo delle scimmie?

"I vaccini esistono ma non sono ampiamente disponibili. La vaccinazione contro il vaiolo fornisce protezione contro il vaiolo delle scimmie. Tuttavia, la vaccinazione contro il vaiolo cessò per lo più tra il 1972 e il 1980. Quindi le persone nate dopo questo periodo sarebbe completamente non immune."

Cosa bisognerebbe fare per scongiurare il rischio che il virus attecchisca anche in Italia?

"Per ridurre al minimo il rischio di infezione, e quindi ridurre la circolazione del virus, è importante mantenere un alto livello di igiene personale, anche durante l'attività sessuale. Lavarsi bene e frequentemente le mani. Evitare il contatto ravvicinato con persone malate o con oggetti che sono stati in contatto con una persona malata. Nei paesi in cui la malattia non è endemica in questo modo dovrebbe essere possibile bloccare in questo modo la circolazione del virus da persona a persona. Nelle zone dell’Africa dove il virus è endemico le persone possono contrarre invece la malattia attraverso il contatto con un animale infetto, che può verificarsi in diversi modi. Le persone possono essere morse o entrare in contatto con il sangue o i fluidi corporei dell'animale. L'infezione può verificarsi anche se una persona tocca l'eruzione cutanea sulla pelle di un animale infetto soprattutto durante la preparazione del cibo. Il serbatoio naturale del vaiolo delle scimmie rimane sconosciuto. Tuttavia, i roditori africani e i primati non umani (come le scimmie) possono ospitare il virus e infettare le persone."

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