Mercoledì, 4 Agosto 2021
Il virus che muta

Cos'è la variante Delta Plus e perché se ne sta parlando

L'India l'ha classificata come Voc ("variant of concern"), ma per il momento ne sappiamo ancora ben poco e secondo diversi virologi non è il caso di allarmarsi

Foto di repertorio

Dobbiamo preoccuparci anche della variante Delta Plus?  Il ministero della Salute dell'India ha emesso un duro avvertimento circa una nuova mutazione di Sars-Cov-2 affermando che potrebbe essere più trasmissibile degli altri ceppi, si legherebbe più facilmente alle cellule polmonari e che le terapie con anticorpi monoclonali potrebbero essere meno efficaci contro di essa. Alla luce di queste considerazioni, la variante è stata classificata dalle autorità indiane come Voc, vale a dire "variants of concern" ovvero una mutazione che ha alcune caratteristiche che la rendono pericolosa e che pertanto andrebbe studiata e monitorata attentamente. 

La variante Delta e le sue mutazioni

Di cosa stiamo parlando? La mutazione Delta Plus sarebbe in sostanza un'evoluzione del ceppo Delta (B.1.617) che ha già colpito duramente l'India tra aprile e maggio e che presenta già diverse sotto varianti tra cui la più pericolosa è la B.1.617.2 che difatti si sta diffondendo velocemente in tutto il mondo, Italia compresa.

La variante Delta, spiegano dal ministero della Salute, "include una serie di mutazioni tra cui E484Q, L452R e P681R, la cui contemporanea presenza desta ragionevole preoccupazione per la potenziale maggiore trasmissibilità e il possibile rischio di reinfezione". Inoltre "sono state riscontrate anche varianti appartenenti al ceppo indiano, quindi geneticamente correlate, ma sprovviste della mutazione E484Q" presente anche nella variante gamma (ex brasiliana o P1). La nuova variante Delta Plus (indicata anche come B.1.617.2.1 o AY.1) avrebbe acquisito inoltre una mutazione nota come K417N presente anche nella variante Beta (ex sudafricana, B.1.351) che potrebbe renderla più insidiosa. Ma di questa mutazione sappiamo ancora ben poco. Tanto che le autorità sanitarie globali per il momento hanno deciso di non includerla tra le "variants of concern".

Variante Delta Plus: perché non è ancora il caso di preoccuparsi

"Non ci sono ancora dati per supportare la designazione della variante come ceppo di preoccupazione", ha detto il dottor Gagandeep Kang, membro della Royal Society di Londra. In effetti, come ormai abbiamo imparato, le mutazioni del virus sono all'ordine del giorno. E finora non è emersa ancora nessuna variante in grado di eludere la risposta immunitaria dei vaccini.

Secondo il ministero della Salute indiano la variante Delta Plus è stata rilevata in circa 40 campioni provenienti da tre stati indiani: Maharashtra, Kerala e Madhya Pradesh. Al di fuori dell'India è stata segnalata in altri nove Paesi: USA, Regno Unito, Portogallo, Svizzera, Giappone, Polonia, Nepal, Russia e Cina. In tutto nel mondo sarebbero stati identificati solo 166 casi riconducibili a Delta Plus. 

L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha detto a Reuters che sta monitorando la nuova variante ma ha affermato che non è ancora comune e rappresenta un rischio per la salute inferiore rispetto alla variante Delta "comune" che del resto ormai ha raggiunto 80 Paesi in tutto il mondo e secondo l'Ecdc (centro europeo di controllo delle malattie) entro fine agosto rappresenterà il 90% dei casi di coronavrirus in Europa. 

Il dottor Anurag Agarwal, direttore del CSIR-Institute of Genomics and Integrative Biology (IGIB), con sede a Delhi, uno dei 28 laboratori indiani coinvolti nel sequenziamento del genoma, ha affermato che "tutti i lignaggi della variante Delta sono varianti preoccupanti", per cui anche Delta plus è stata indicata come tale. Agarwal ha però aggiunto che al momento non ci sono elementi che dovrebbero destare panico o particolare preoccupazione. E così la pensa anche Jeremy Kamil, virologo della Louisiana State University, che ha sottolineato come né l'India né altri Stati "abbiano accumulato dati sufficienti" per classificare AY.1 come più pericolosa rispetto a Delta. Insomma, è ancora troppo presto per ritenere che questa variante possa avere un vantaggio evolutivo rispetto alla B.1.617.2. Non è ancora il caso di allarmarsi.

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