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Sabato, 15 Giugno 2024
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Covid: i sintomi della variante Eris e le preoccupazioni per i prossimi mesi

L'allarme dell'Organizzazione mondiale della sanità, che invita ad aumentare le vaccinazioni e la sorveglianza del virus. Il vaccino aggiornato di Pfizer e BioNTech è atteso per il mese di ottobre. La mutazione ora più diffusa nel mondo avrebbe maggiore capacità di infettare i polmoni, ma lo studio è stato condotto solo sui criceti e servono conferme

Con l'avvicinarsi dell'autunno e dell'inverno nell'emisfero settentrionale, l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) lancia l'allarme per le "tendenze preoccupanti" relative al Covid-19, e invita ad aumentare le vaccinazioni e la sorveglianza del virus. Sebbene i dati sul covid siano solo parziali perché molti Paesi hanno smesso di segnalarli, "stiamo ancora osservando tendenze preoccupanti mentre ci avviciniamo alla stagione invernale nell'emisfero settentrionale", ha dichiarato il capo dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in una conferenza stampa. "I decessi sono in aumento in alcune zone del Medio Oriente e dell'Asia, i ricoveri in terapia intensiva sono in aumento in Europa e i ricoveri ospedalieri sono in aumento in diverse regioni", ha dichiarato. Ma solo 43 Paesi, meno di un quarto dei 194 Stati membri dell'Oms, hanno segnalato i decessi all'agenzia e solo 20 hanno fornito informazioni sui ricoveri ospedalieri.

"Stimiamo che attualmente ci siano centinaia di migliaia di persone ricoverate in ospedale per il covid", ha dichiarato Maria Van Kerkhove, responsabile tecnica dell'agenzia sanitaria delle Nazioni Unite per il Covid-19. "Questo dato è preoccupante perché in alcuni Paesi ci saranno a breve mesi più freddi: le persone tenderanno a trascorrere più tempo in casa e i virus aerotrasportati come il covid ne trarranno vantaggio", ha aggiunto. Dato che circolano anche l'influenza e l'Rsv, il virus della bronchiolite, Van Kerkhove ha sottolineato l'importanza dei test e delle vaccinazioni. La principale preoccupazione dell'Oms è che attualmente non viene vaccinato un numero sufficiente di persone a rischio. Tedros Adhanom Ghebreyesus ha invitato le persone più vulnerabili a non aspettare la dose di richiamo. "L'aumento dei ricoveri e dei decessi dimostra che il Covid-19 è qui per restare e che continueremo ad avere bisogno di strumenti per combatterlo", ha dichiarato.

Ad allertare è soprattutto la variante EG.5, anche detta Eris, da qualche giorno dominante su scala mondiale e in crescita anche in Italia dove, secondo l'Istituto superiore di sanità (Iss), la sottovariante è in crescita nelle ultime settimane e rappresenta il 41,9% dei campioni, pari a 249 su 773 (ed è diventata così prevalente). Eris sembra avere una maggiore capacità di infettare i polmoni, secondo una ricerca pubblicata sulla piattaforma "bioRxiv", aggiungendo nuove informazioni sulla variante EG.5. Secondo lo studio, condotto dall'università di Tokyo, è stato rilevato in esperimenti sui criceti che la variante sembra avere una maggiore capacità di infettare i polmoni: questo potrebbe tradursi, almeno in una parte dei pazienti, in manifestazioni più severe di Covid-19. I dati però sono preliminari e necessitano di conferme ulteriori, perché l'indagine è stata svolta su modelli animali: bisognerà capire se gli stessi effetti si noteranno anche sull'uomo (cosa che al momento non è stata riscontrata).

Cosa si sa finora sulla variante Eris (EG.5)

Su scala globale, da qualche settimana i nuovi casi di covid hanno ricominciato dunque a crescere, anche a causa di Eris. Prima è avvenuto in estremo Oriente, soprattutto in Corea del Sud, e ora anche in Europa con un più 39% rispetto a un mese fa. Secondo l'ultima rilevazione dell'Istituto superiore di sanità, anche nel nostro Paese alcuni indicatori sono in salita: più 28,1% i casi positivi, più 47,7% i decessi e più 1,3% il tasso di positività ai tamponi. Al momento, invece, non arrivano segnali di sofferenza dagli ospedali. Anche se in Italia non è ancora dominante, secondo gli esperti potrebbe portare a una nuova fiammata di infezioni in autunno.

Eris è stata classificata come "variante di interesse" da parte dell'Oms. Fa sempre parte della famiglia Omicron e deriva dalla variante ricombinante XBB.1.9.2 . È stata identificata per la prima volta in Cina nel febbraio scorso. Negli Stati Uniti è stata identificata ad aprile ed è diventata dominante nel giro di quattro mesi. Riuscirebbe a trasmettersi meglio grazie a una mutazione caratteristica, la cosiddetta "F456L", a carico della proteina spike capace di eludere con facilità gli anticorpi neutralizzanti indotti da una precedente infezione o dalla vaccinazione.

I sintomi della variante Eris

In ogni caso, anche se non ci sono ancora dati definitivi sul tipo di sintomi di Eris, i medici riferiscono di sintomi perlopiù lievi o comuni del covid, simili a quelli della precedente sottovariante Omicron. Si tratta principalmente di disturbi delle vie respiratorie superiori, come mal di gola, tosse secca, congestione e naso che cola, mal di testa, voce rauca, dolori muscolari e articolari. Nel complesso il virus colpisce ancora principalmente il sistema respiratorio ma, poiché è mutato nel corso della pandemia, alcuni sintomi sono diventati più comuni e altri meno. Per esempio, quando il covid è emerso nel 2020, la perdita del gusto e dell'olfatto era un sintomo comune. Ora, più di tre anni dopo, quel sintomo specifico è notevolmente diminuito nella popolazione. Inoltre, i sintomi gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea sembrano essere diventati meno comuni col passare del tempo.

E il vaccino? 

Tra l'altro, l'aumento dei contagi e i dati sulle varianti hanno riacceso l'attenzione sull'importanza della vaccinazione, con l'Agenzia europea per i medicinali (Ema) che nei giorni scorsi ha dato il primo via libera al vaccino di Pfizer e BioNTech aggiornato alla variante XBB.1.5. Secondo le aziende che lo hanno prodotto, il vaccino protegge dalle varianti XBB, compresa Eris che discende da XBB.1.9.2. Il vaccino è atteso per il mese di ottobre e sarà raccomandato alle persone anziane e con elevata fragilità, alle donne in gravidanza e agli operatori sanitari. Inoltre, potrebbe essere consigliato a familiari e conviventi di persone con gravi fragilità.

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