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Sabato, 28 Maggio 2022
Proviamo a capirci qualcosa

Dobbiamo preoccuparci della variante Omicron Ba.2?

Gli scienziati sospettano che possa essere più trasmissibile del lignaggio Ba.1 (il ceppo che conosciamo), ma non sembra avere un impatto diverso sui ricoveri. Non è il caso di farsi prendere dal panico

C'è una nuova variante da monitorare con attenzione: si tratta del lignaggio Ba.2 di Omicron diventato quasi dominante in Danimarca (dove al 20 gennaio rappresentava il 45% dei nuovi casi), e in crescita anche in Regno Unito, Norvegia, India, Filippine e altri Paesi. Intanto una premessa: gli esperti (o almeno quasi tutti) invitano a non farsi prendere dal panico perché al momento non c'è nessuna prova che Ba.2 provochi una malattia più grave del lignaggio Ba.1 (Omicron). C'è però il sospetto che possa avere un vantaggio di trasmissibilità rispetto alla variante Omicron, già di per sé estremamente contagiosa. Il che rappresenta un campanello d'allarme per gli scienziati (e per ora solo per gli scienziati) che vogliono capire il perché.

L'aumento dei casi di Omicron 2

In base a quanto comunicato dal Statens Serume Institut danese, la differenza tra BA.1 e BA.2 è più ampia di quella che c'è tra la il ceppo originale del Sars-Cov-2 e la variante Alpha. Ciò nonostante anche le somiglianze sono parecchie tant'è che molti esperti parlano anche di "varianti gemelle". Dai primi dati che arrivano dalla Danimarca Ba.2 non sembra provocare un maggiore impatto sui ricoveri rispetto a Ba.1, ma è presto per poter dire con certezza quale sia la patogenicità di questo lignaggio. E i vaccini? Le autorità danesi spiegano che sono in corso studi di laboratorio per valutare quale sia l'efficacia nei confronti di Ba.2, ma si presume che la protezione contro la malattia grave resti elevata. 

La nuova variante (o sottovariante) sta prendendo piede anche in Norvegia dove le autorità informano che il numero dei casi diagnosticati è salito dai 7 del 4 gennaio ai 611 di una settimana fa. Un trend dunque in "forte crescita", spiegano dal Norwegian Institute of Public Health, tanto che Ba.2 potrebbe presto diventare prevalente. Ba.2 va forte anche nel Regno Unito dove sono stati sequenziati nelle ultime settimane 426 casi (146 a Londra) ed è stata rilevata in più di 40 Stati. L'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA) ha fatto sapere che il lignaggio BA.2 è definito come una variante sotto indagine (VUI) e al momento c'è ancora incertezza sul significato da attribuire alle modifiche al genoma virale.

Omicron Ba.2: cosa sappiamo finora

"Ciò che ci ha sorpreso" ha detto all'AFP l'epidemiologo francese Antoine Flahault, "è la rapidità con cui questa sottovariante, che sta circolando in larga misura in Asia, ha preso piede in Danimarca". Ma oggi, ha aggiunto Flahault, la parola d'ordine non è panico ma "vigilanza" poiché "per ora abbiamo l'impressione che la gravità dei casi di Ba.2 sia paragonabile" non sia diversa da quella di Omicron.

Anche Tom Peacock, virologo dell'Imperial College di Londra, ritiene che dai primi dati che arrivano "dall'India e dalla Danimarca" non sembra esserci una "differenza drammatica" nella gravità della malattia tra i due lignaggi. Per questo, ha spiegato il virologo su Twitter, è anche probabile che "ci siano differenze minime" nell'efficacia dei vaccini contro le due varianti. "Personalmente – ha aggiunto -, non sono sicuro che BA.2 avrà un impatto sostanziale sull'attuale ondata della pandemia". "Diversi Paesi sono vicini o hanno addirittura superato il picco dell'ondata di Ba.1. Sarei molto sorpreso - ha sottolineato Peacock  - se BA.2 provocasse una seconda ondata". 

Ma da cosa deriva la maggiore trasmissibilità di Omicron 2? Ad oggi non si possono avanzare che ipotesi. Seppo Meri, immunologo all'università di Helsinki, ha spiegato all'Adnkronos che "le varianti di Omicron si diffondono più velocemente perché sembrano essere migliori nello sfuggire all'immunità indotta dal vaccino (e in parte anche dalle infezioni)". E questo perché questi lignaggi hanno molte più mutazioni nella proteina S (Spike) "rispetto alle varianti precedenti. A questo proposito le differenze tra BA.1 e BA.2 non sono così grandi, sebbene ci siano alcuni cambiamenti di amminoacidi nella proteina S. La maggiore differenza tra BA.1 e BA.2 è stata riportata nel gene ORF1ab. Cosa significhi, è ancora una questione aperta". 

Il virologo Marco Falcone, professore associato di Malattie infettive dell'Università di Pisa e segretario della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), non esclude che Omicron 2 possa rivelarsi addirittura meno letale: "Quello che si sa da alcuni Paesi del nord Europa è che" la sotto-variante "si diffonde più velocemente di Omicron. Però questo potrebbe voler dire che è più diffusiva o comunque vincente rispetto ad Omicron, ma non voler dire nulla dal punto di vista clinico. Anzi, la sotto-classe di Omicron ancora più contagiosa sarà verosimilmente anche meno letale e meno aggressiva". Tuttavia, ha aggiunto, il "valore clinico di questa sotto-variante non è ancora chiaro".

Dobbiamo imparare a non preoccuparci troppo delle varianti

Ci dobbiamo preoccupare? Per ora no. Il biologo molecolare Aureliano Stingi prova a guardare al problema delle varianti da un'angolazione diversa. "Come cittadini - scrive su Twitter - non dovremmo stressarci troppo di tutti gli strains e sotto strains" perché questa "spasmodica ricerca di informazioni" può essere stressante. Ciò che possiamo fare è vaccinarci e provare a non infettarci. Osservare tutte le misure di precauzione del caso, ma vivere la nostra vita sereni. Forse solo facendo questo scatto mentale potremo ritrovare una parvenza di normalità.  

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