Lunedì, 18 Ottobre 2021
Lo studio italiano

"La Venere di Botticelli morì per un raro tumore": la diagnosi dopo 550 anni

L'ipotesi è avanzata da un gruppo di scienziati italiani che ha osservato i tratti di Simonetta Vespucci, musa del Botticelli, elaborando uno studio

La Venere di Botticelli morì per un raro tumore: la diagnosi arriva quasi 550 anni dopo la morte di Simonetta Vespucci, considerata la donna più bella del Rinascimento, musa del famosissimo artista e volto di uno dei dipinti più famosi di tutti i tempi, "La nascita di Venere”, e a certificarla è uno studio italiano firmato a un gruppo di esperti e scienziati di diverse università.

Simonetta Vespucci morì nel 1476 a 23 anni, e l’ipotesi del gruppo di scienziati è che soffrisse di un tumore all'ipofisi che progrediva verso l'apoplessia ipofisaria, una condizione caratterizzata da necrosi, emorragica o ischemica, dell'ipofisi. Lo studio, riporta l’Adnkronos, è firmato da Paolo Pozzilli dell'unità di Endocrinologia e diabete del Campus Bio-Medico dell’Università di Roma insieme con Gianluca Vollero, del Laboratorio di Sistemi Computazionali e Bioinformatica della facoltà di Ingegneria Biomedica dello stesso ateneo romano e dalla professoressa AnnaMaria Colao del Dipartimento di Endocrinologia e Oncologia Molecolare dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Lo studio è pubblicato sull'organo ufficiale della Società di Endocrinologia americana, 'Endocrine Practice'. L’obiettivo della ricerca era triplice: verificare che il soggetto raffigurato da Botticelli in diversi dipinti rappresentasse la stessa donna, identificare i tratti facciali influenzati dalla progressione di un tumore secernente ormone della crescita e prolattina, e confermare che i cambiamenti osservati dei tratti del volto osservati nei ritratti di Simonetta Vespucci fossero compatibili con i cambiamenti dei tratti facciali identificati in precedenza. Da qui la diagnosi.

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