Lunedì, 20 Settembre 2021
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Ecco cosa si sa davvero su Zika (e di cosa ci dobbiamo preoccupare)

Se ne parla tanto, col rischio di confondere fatti con ipotesi. Ora è arrivato il momento di fare il punto, capire di cosa stiamo parlando e quanto davvero ci dobbiamo preoccupare

Tutto il mondo è spaventato dal virus Zika e ne abbiamo parlato anche qui su Today.it. Fra le notizie che continuano a rincorrersi, però, c'è il rischio di fare confusione e cedere a facili allarmismi o a credere a eccessive rassicurazioni. Ecco alcune cose che è importante sapere.

Il virus Zika è stato effettivamente considerato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come un'emergenza internazionale (fonte e dettagli su Wired.it): a preoccupare il possibile nesso tra infezione durante la gravidanza e microcefalia, malformazione neurologica che consiste nell'avere un cranio decisamente più piccolo del normale; ma anche la diffusione del virus tramite le zanzare e la mancanza di un vaccino.

Non è stato però accertata la relazione tra infezione e microcefalia: come spiegato su Wired.it, ci sono forti sospetti, ma la presenza del virus è stata riconosciuta in meno del 3% dei casi accertati di microcefalia.

Il virus Zika non è nuovo: fu infatti individuato per la prima volta nel lontano 1947 in Uganda, Come mai allora tanto clamore? Perché, come spiegato dalla giornalista scientifica Roberta Villa su ScienzaInRete, il virus è sempre apparso come piuttosto innocuo. È stato il possibile nesso con la microcefalia a far scoppiare il "caso Zika".

Il virus Zika è meno pericoloso di quanto si potrebbe credere. Il rischio più grande riguarda la microcefalia, ma è ancora da accertare. Per il resto provoca effetti piuttosto leggeri, come febbre e disturbi articolari. Lo dimostra il fatto che su circa un milione di infettati non ci siano state vittime o casi gravi.

Molto difficilmente il virus Zika si diffonderà in Europa: come spiegato su Formiche.net, vi sono alcuni casi segnalati di persone che provenivano da paesi  già colpiti. Per una diffusione del virus, però, servirebbe un contatto tra l'individuo "portatore" e una colonia di zanzare tigre. In questa stagione, però, questo è decisamente improbabile.

In conclusione, la precauzione è d'obbligo ed è fondamentale verificare o meno il legame tra infezione durante la gravidanza e microcefalia, ma non bisogna dimenticare che i rischi sono tutto sommato limitati, soprattutto per i paesi europei. In ogni caso la situazione è sotto stretta osservazione e andrà a lungo monitorata per evitare che possa malauguratamente sfuggire di mano.

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