Lunedì, 8 Marzo 2021

Prima picconata alla "Buona scuola": abolita la chiamata diretta dei docenti

Miur e sindacati hanno firmato l'accordo. Dura la replica dell'associazione nazionale presidi

Nel programma del governo del cambiamento di Lega e M5s, la "chiamata diretta" dei docenti veniva definita uno "strumento tanto inutile quanto dannoso". Ora "uno dei fallimenti della c.d. 'Buona scuola'" è stato eliminato. Il neoministro dell'Istruzione Marco Bussetti e i sindacati hanno infatti trovato l'accordo, con un contratto transitorio, che prevede che il personale docente venga assegnato dall'Ufficio scolastico territoriale attraverso graduatoria e punteggi delle domande di trasferimento e non più tramite la chiamata diretta da parte del dirigente dell'istituto, come previsto dalla riforma della scuola di renziana memoria. L'accordo è stato firmato da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e dalla Gilda, secondo i quali "finalmente rende oggettivo e non discrezionale il passaggio dall'ambito alla scuola", facendo cedere "un altro tassello della Legge 107/15.

L'articolato prevede due fasi: innanzitutto la copertura dei posti disponibili prioritariamente per le categorie protette, quindi i posti residuali assegnati seguendo il punteggio di mobilità. Alla presentazione della domanda, che avverrà a partire dal 27 giugno e sarà come sempre on line, il docente indicherà la scuola - una soltanto, prima erano cinque - da cui partire. Nel caso di mancata indicazione sarà considerato l'istituto capofila in quell'ambito. Tutte le operazioni dovranno essere concluse entro il 27 luglio, poi sarà effettuata l'assegnazione della sede per il personale neoassunto di ruolo con priorità ai vincitori di concorso e ai supplenti provenienti dalle graduatorie ad esaurimento (Gae), in ordine di punteggio. 

L'accordo firmato prevede una seconda parte attraverso la quale la chiamata diretta sarà abolita anche per via legislativa. 
Dura la reazione dell'associazione presidi: "Ancora una volta si pretende di modificare una norma di legge imperativa con un accordo contrattuale tra le parti. Se il Parlamento ha fatto una legge come possono due parti decidere che questo istituto va abbandonato". Il presidente della Nap, Antonello Giannelli, tuona: "I dirigenti scolastici non sono innamorati di questo istituto in quanto tale, ci può far comodo un obbligo in meno. Il problema è che l'abolizione della chiamata diretta fa male all'utenza. Era positiva: consentiva di scegliere i docenti più adatti per l'offerta formativa della scuola, permetteva di adattare il servizio alle esigenze dei ragazzi".

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Prima picconata alla "Buona scuola": abolita la chiamata diretta dei docenti

Today è in caricamento