Addio note alle scuole elementari, c'è chi dice no: "Poco utilizzate, ma servivano"

Il sindacato Gilda degli Insegnanti: "Costituivano un deterrente per arginare le intemperanze degli alunni. Abolirle è stato un grave errore che rischia di legittimare condotte scorrette"

"Per quanto poco utilizzate e previste da norme molto datate, le sanzioni disciplinari costituivano un deterrente per arginare le intemperanze degli alunni. Abolirle è stato un grave errore che rischia di legittimare condotte scorrette e ad alimentare ulteriormente il fenomeno delle aggressioni ai danni dei docenti". Così Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti (un sindacato che spesso si è trovato in disaccordo con i sindacati confederali, ndr), interviene in merito alla soppressione di due articoli del regio decreto del 1928 stabilita dalla legge sulla reintroduzione dell`Educazione civica a scuola.

A proposito delle misure che sostituiranno quelle cassate dalla Camera dei Deputati, Di Meglio si dimostra scettico: "Probabilmente le stesse sanzioni disciplinari verranno reintegrate nei regolamenti adottati dalle singole scuole, ma ciò comporterà una grande confusione e disomogeneità perché ogni istituto potrà decidere autonomamente se e quali provvedimenti mettere in campo. Senza considerare, poi, che quasi tutte le scuole primarie fanno parte di istituti comprensivi e che ciò provocherà ulteriori difficoltà. Sarebbe opportuno, e dunque chiediamo, che si torni ad un sistema di sanzioni educative nazionali".

Scuola, addio alle note sul registro e alle sospensioni 

Stop a note sul registro e sospensioni per alunni scuole elementari

Lo stop a note sul registro e sospensioni per i bambini delle scuole elementari è stato stabilito da un emendamento al ddl che introduce l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole. Nello specifico viene abrogata una norma del 1928 che prevedeva queste punizioni. In particolare vengono abrogati gli articoli 412, 413 e 414 in cui si fa riferimento a mezzi disciplinari in caso di ''mancanza grave'' da parte degli alunni che vanno dalla nota sul registro con comunicazione scritta ai genitori, sospensione da scuola da uno a dieci giorni di lezione, esclusione eventuale dagli scrutini o esami, espulsione dalla scuola con perdita dell'anno scolastico.

Di fatto tali punizioni erano rarissime, nell'Italia di oggi, tra i banchi degli alunni delle elementari ed erano peraltro già state di fatto superate dai regolamenti d'istituto previsti dal Testo Unico della scuola del 1994 per tutti gli istituti.

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