Domenica, 9 Maggio 2021
Stabilizzazione all'orizzonte

Scuola, c'è un maxi piano per 50-60mila assunzioni?

Un provvedimento massiccio è inevitabile, necessario, impellente. Per evitare di ritrovarsi a settembre 2021 come nel 2020, e cioè con circa 200mila supplenti in cattedra, il governo Draghi sta pensando a una maxi-stabilizzazione di insegnanti precari

Se ne inizia a parlare sul serio, finalmente. Un provvedimento massiccio è inevitabile, necessario, impellente. Per evitare di ritrovarsi a settembre 2021 come nel 2020, e cioè con circa 200mila supplenti in cattedra, il governo Draghi sta pensando a una maxi-stabilizzazione di insegnanti precari che potrebbe coinvolgere almeno 50mila docenti, se non addirittura 60mila.

Il disegno è ancora all'inizio, siamo ben lontani dalla quadra. Ma come raccontano oggi i quotidiani economici le riunioni tra i tecnici del ministero dell`Istruzione e di Palazzo Chigi sono già cominciate. L`ipotesi più accreditata porta allo sblocco della mobilità, con contestuale eliminazione del vincolo quinquennale, e all`avvio di un corso-concorso riservato in base ai titoli di servizio, con assunzione a tempo indeterminato dal 2022-23. Ma non va escluso del tutto il blocco della mobilità e la conferma sul posto occupato quest'anno.

Assunzioni anno scolastico 2021-2022

A settembre 2020, per far partire questo travagliato anno scolastico, è stato necessario nominare 200mila supplenti. Un'enormità, e tra l'altro in alcuni casi i supplenti sono arrivati solo a dicembre. C'è quindi sul tavolo un maxi-piano di stabilizzazioni che potrebbe riguardare 50mila docenti oggi precari. Forse di più. Per il 2021-22 tra posti rimasti vacanti l’anno scorso e nuove esigenze ci sarebbe bisogno di circa 60mila prof. Il numero arriva a 90mila se si prendono in considerazione i pensionamenti tra il corpo docente. Non basta quindi il concorso straordinario semplificato, fortemente voluto dall'ex titolare di Viale Trastevere Lucia Azzolina (M5s). Le prove scritte sono state portate a termine, l'assunzione per 32mila precari con tre anni di servizio è cosa (quasi) fatta.

Ne mancano 50mila circa se il fabbisogno è di 90mila nuovi insegnanti, e se anche per il 2021-22 qualche migliaio di ingressi dalle Gae sarà inevitabile: nelle graduatorie a esaurimento sono iscritti i docenti in possesso di abilitazione all'insegnamento. Sono strutturate su base provinciale, sono aggiornate con cadenza triennale in relazione alla posizioni degli iscritti ma, per la legge 296 del 27 dicembre 2006, sono chiuse all'inserimento di nuovi aspiranti.  All'orizzonte ci sono concorsi per 45mila nuovi posti nella scuola, ma l'iter è stato inevitabilmente rallentato dall'emergenza sanitaria. Quindi per il prossimo anno scolastico potrebbe esserci uno sblocco almeno parziale della mobilità, con l'eliminzione del vincolo dei cinque anni: in tal modo più di 100mila docenti potrebbero riavvicinarsi a casa. Contestualmente si potrebbe ragionare su un corso-concorso "semplificato" basato sui titoli di servizio, per inserire precari storici, magari con un primo anno formativo e l’immissione in ruolo nel 2022/2023. Per evitare ricorsi, si potrebbe decidere di stabilizzare in ordine di graduatoria (non quindi quelli oggi in cattedra, spesso non abilitati). Staremo a vedere. Al Miur si lavora per trovare una quadra ad aprile, massimo maggio, in vista del nuovo anno scolastico.

In Italia abbiamo 213mila insegnanti precari

In occasione dello sciopero del 26 marzo i sindacati hanno fatto presente che "il primo urgente provvedimento di riforma riguarda l'immediata riduzione del numero di alunni/e per classe, fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive. Si chiede che i finanziamenti del Recovery Fund siano utilizzati per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi".

La Uil Scuola di recente ha ricordato che in Italia "abbiamo 213 mila insegnanti precari. Servono soluzioni alternative. Siamo convinti che il punto di partenza sono gli organici. La nostra proposta è passare a organici triennali. Questa ipotesi di lavoro consentirebbe di fare programmazione sulle assunzioni, sui trasferimenti, darebbe stabilità al lavoro e continuità alla didattica. Dobbiamo uscire dal dedalo di norme che la burocrazia ha creato per stratificazione. Aprendo il contratto sulla mobilità si può fare molto per eliminare i blocchi che determinano le situazioni attuali di difficoltà del personale. Ci sono questioni riconducibili a riserva di legge e temi contrattuali. Quello della mobilità è tema contrattuale. Ci vuole innovazione e volontà politica".

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Scuola, c'è un maxi piano per 50-60mila assunzioni?

Today è in caricamento