Giovedì, 15 Aprile 2021

"Cento euro in più ai professori in busta paga": il piano di Fioramonti

Il ministro dell'Istruzione: "No ad atteggiamenti punitivi verso i presidi". La discontinuità per ora è confinata alle dichiarazioni: Fioramonti faceva infatti parte anche del precedente governo, era viceministro

Una proposta che piace (ovviamente) a tutti. Ma non è affatto chiaro se le risorse effettivamente ci siano sul serio. "Vorrei nella prossima legge di bilancio provare a mettere ordine alle emergenze. È necessario dare un riconoscimento agli insegnanti. Penso ad un aumento mensile a tre cifre, cento euro. Con questo investiremmo più della metà dei due miliardi. Il resto sarà per investimenti: da subito istituirò un ufficio al Miur per accompagnare le scuole e gli enti locali nel percorso per la ristrutturazione degli edifici scolastici". Lo afferma Lorenzo Fioramonti, ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera'.

Scuola, Fioramonti: "Concorsi troppo farraginosi"

"Vorrei cambiare i meccanismi dei concorsi che sono troppo farraginosi e complessi. Poi serve per gli insegnanti un sistema di formazione continua che li aiuti a stare al passo con l'evoluzione della società e della didattica - continua Fioramonti - La scuola deve recuperare le esperienze internazionali migliori a partire da quella finlandese, poi il modello Montessori, don Milani, l'esperienza di Reggio children: una scuola in cui i ragazzi vadano volentieri perché imparano divertendosi. Questo è importante per le materie Stem (scienze, tecnologia, ingegneria, matematica ndr)".

"È dimostrato da studi economici. Per esempio per i donatori di sangue: molti lo fanno perché ritengono che sia una funzione sociale. Quando si paga chi dona il sangue, diminuisce il numero dei donatori. - prosegue Fioramonti - Per questo penso a riconoscimenti, premi, apprezzamenti da parte dei genitori, della comunità che riconosca il loro fondamentale ruolo. Lo stesso vale per i presidi: no ad atteggiamenti punitivi. Il governo precedente voleva che timbrassero il cartellino, noi aboliremo questa norma".

"Italia ha tagliato su scuola, università e ricerca più di tutti in Europa"

"A differenza del ministro precedente, ho subito detto che se non riusciamo a mettere 2 miliardi di euro sulla scuola è inutile fare alcuna promessa. Quindi in legge di bilancio ci giocheremo la credibilità" aveva detto ieri Fioramonti, parlando a Radio 24, delle esigenze della scuola, della ricerca e dell'università italiane. Fioramonti ha quindi riferito di avere chiesto anche "un miliardo per l'università e la ricerca" da inserire nella prossima legge di bilancio.

"Ho chiesto 1 miliardo di euro in più sull'università e la ricerca ed ho dimostrato dove trovare i soldi e come spenderli. E ho chiesto un impegno di almeno 2 miliardi sulla scuola. Sembrano cifre enormi ma questi due interventi ci riporterebbero non ancora ai livelli del 2008" ha sottolineato il ministro. Il titolare del Miur ha quindi evidenziato che "l'Italia ha tagliato su scuola, università e ricerca più di ogni altro Paese europeo".

La discontinuità per ora è confinata alle sole dichiarazioni, e le prese di distanza dal governo precedente suonano in qualche modo persino sorprendenti: Fioramonti faceva pienamente parte anche del precedente governo, in qualità di viceministro all'Istruzione.

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