Scuola, perché 50mila cattedre rischiano (davvero) di restare scoperte

La "chiamata veloce" non basterà con ogni probabilità a riempire i quasi 85mila posti da insegnante che sono rimasti liberi lo scorso anno. E ci sono tanti altri ostacoli

Scuola, lezioni al via tra poco più di 10 giorni. Foto Ansa

La scuola è di fatto già iniziata. Ieri 1 settembre gli studenti sono tornati in classe per i corsi di recupero. Molte cattedre rischiano di restare vuote in vista del nuovo anno scolastico. Se ne parla da tempo, e la scadenza è sempre più ravvicinata. Scade oggi per i professori il termine per presentare la domanda per la chiamata veloce, misura che si teme tuttavia possa non risolvere il problema del rischio di mancanza d'organico alla ripresa delle lezioni. Si teme la 'fuga' dei docenti a causa dei timori legati al coronavirus: molti stanno presentando certificato medico. 

Avere numeri precisi è complicato, ieri in molte scuole sono riprese le riunioni dei docenti (alcune a distanza) e i consigli di istituto. Hanno preso il via anche i corsi per i referenti Covid che ogni scuola deve obbligatoriamente avere in organico.  Meno di 48 ore fa si è trovato un accordo sulla capienza massima dei mezzi di trasporto pubblico, e adesso il problema vero e urgente è quello del personale. La "chiamata veloce" non basterà con ogni probabilità a riempire le quasi 85mila cattedre che sono rimaste libere lo scorso anno. 

Il Corriere della Sera oggi riporta le anticipazioni degli uffici scolastici regionali raccolte dai sindacati la situazione è drammatica. In Campania mancano oltre quattrocento prof di italiano, in Puglia 250 di matematica, in Piemonte è stato riempito solo il 24 per cento delle 6 mila cattedre. In Toscana su 3700 posti sono ancora da coprire circa 3500. 

Definire critica la situazione a meno di due settimane dal suono della prima campanella è un eufemismo. E anche per quel che riguarda gli insegnanti di sostegno regna il caos, mancano ovunque. Secondo la segretaria generale della Cisl Scuola Maddalena Gissi, delle 85 mila cattedre "ne resteranno vuote almeno 50 mila". La domanda sorge spontanea: ma non si possono utilizzare subito, senza indaugi, per le cattedre da coprire i 753mila supplenti disponibili?

Le nuove graduatorie provinciali . continua il Corriere - non sono ancora pronte e anzi sono piene di errori, che rischiano di allungare ancora i tempi per assegnare le cattedre, al-
meno per quest’anno.

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C'è poi il tema di quei docenti "fragili", che chiedono e chiederanno l'esonero per motivi di salute (sarebbero già migliaia). L'Iss sta lavorando al documento con le regole precise da seguire. Non basta certo avere 55 anni, come si vociferava all'inizio dell'emergenza sanitaria, per ottenere l’esonero. Il docente o il collaboratore scolastico dovranno dimostrare di avere una "patologia a scarso compenso clinico", ovvero malattie cardiovascolari, respiratorie o oncologiche. Spetterà all’Inail certificare "la fragilità". A tal proposito, dice il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli "abbiamo reiteratamente richiesto chiarimenti sulla gestione dei lavoratori fragili, è necessario sapere quanto prima come gestirli". Il tempo stringe.

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