Scuola, non si rientra senza certificato?

I presidi chiedono di reintrodurre il documento di certificazione dopo tre giorni di assenza per malattia. Ma il tutto potrebbe diventare un problema per le famiglie

"È tutto sotto controllo, sono convinta che la scuola è il posto più sicuro di tutti in questo momento. Le lezioni inizieranno il 14, è stato fatto un lavoro straordinario": la ministra della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina getta acqua sul fuoco delle polemiche ma intanto la Cisl fa sapere che un istituto su quattro non riaprirà regolarmente ma avrà spazi e organizzazioni diversificate, orari a giorni alterni, frequenze parziali e ricorso alla didattica a distanza e a spazi didattici alternativi. In più scoppia anche la grana dei certificati per il rientro a scuola. 

Scuola: il problema dei certificati per il rientro

 "In materia sanitaria non interveniamo, ma chiedo che ci sia chiarezza: la riammissione a scuola, ad oggi, diversamente da come avveniva in passato, avviene senza certificati medici. Se uno studente si assenta e la scuola non sa il perché (ovvero non rientra nei casi Covid, ndr) potrebbe avere anche il virus ma se nessun medico lo ha visitato saremmo di fronte a una riammissione non ottimale. Allora bisognerebbe reintrodurre un obbligo di certificazione al rientro. Almeno sopra i tre giorni di malattia", ha proposto ieri il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli.

Giannelli chiede quindi di reintrodurre il certificato obbligatorio dopo cinque giorni di assenza ma la questione non è così semplice: un medico infatti, come è già accaduto, si rifiuterà di fornire un certificato senza un test del tampone che confermi la negatività al coronavirus Sars-CoV-2 e a Covid-19. Quindi un alunno con cinque giorni di assenza dovrà a quel punto fare il test, e questo potrebbe voler dire che sarà costretto a rimanere altri giorni a casa. Oggi invece le regole prevedono che se l’alunno sarà assente per motivi differenti dal Covid-19 per un periodo superiore a tre giorni, il genitore dovrà presentare una specifica autodichiarazione.

Ecco quindi che nel caso in cui un alunno sia risultato positivo al test del tampone sarà tutto più facile: "Sarà l’esecuzione del tampone e il risultato del test negativo ripetuto a fare da prova della guarigione", spiega al Corriere della Sera Paolo D’Ancona, epidemiologo dell’Istituto superiore di Sanità. E negli altri casi? 

Già 13mila positivi a scuola: c'è il rischio di non tornare fra i banchi?

Quando riaprono le scuole

Dopo sei mesi di chiusura, le scuole stanno per riaprire. Ma non tutti gli studenti rientreranno in aula il 14 settembre, alcune regioni si stanno organizzando in ordine sparso: il 16 in Friuli Venezia Giulia, il 22 in Sardegna, il 24 in Puglia, Calabria, Abruzzo, Campania e Basilicata. Nelle situazioni in cui non sarà possibile garantire il distanziamento, sarà necessario l’utilizzo della mascherina per gli studenti di età superiore a 6 anni. Il commissario Domenico Arcuri ha assicurato che nessuna scuola resterà senza fornitura di mascherine chirurgiche gratuite. Ci sarà l'bbligo di rimanere a casa in presenza di temperatura oltre i 37,5 gradi o altri sintomi simil-influenzali. La misurazione deve avvenire a casa, in modo da evitare la possibile diffusione del contagio lungo il tragitto casa-scuola, sui mezzi di trasporto o quando si entra negli istituti. 

"Certo è che la Lombardia è stata l'unica regione a riaprire il 7. Almeno per la scuola dell'infanzia avremmo dovuto adeguarci alle altre regioni", sostiene con diregiovani.it Chiara Ghiringhelli, prima collaboratrice del preside all'istituto comprensivo 'Orchidee' di Rozzano, nel milanese. "Se non avessimo rinunciato alle vacanze, non saremmo arrivati pronti- prosegue la vicaria- Se ce la facciamo è grazie alla collaborazione che c'è stata tra direzione didattica e comune, ciascuno è andato un po' al di là del proprio ruolo, dal vecchio dirigente alla nuova che è stata nominata solo il 31 agosto, dal personale ausiliario ai genitori. La verità è che abbiamo affrontato molte fatiche perché abbiamo tutti bisogno di tornare a fare scuola dal vivo. Ora sulla carta la macchina organizzativa è  pronta, il 14 sara' la 'prova del 9', e vedremo se questa macchina funziona". Un lavoro "calcolato e personalizzato per ogni aula", metro alla mano, per accogliere piu' di 1000 alunni: 26 sezioni per 570 iscritti alla primaria, 7 sezioni per 150 studenti di secondaria, 3 plessi di infanzia con 12 sezioni per 250 bambini. "Quando sono uscite le prime linee guida - racconta Ghiringhelli - col precedente dirigente scolastico e in collaborazione col comune di Rozzano, ci siamo attivati subito per realizzare una prima mappatura degli spazi.

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