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Venerdì, 3 Febbraio 2023
Il chiarimento

No, non chiuderanno 700 scuole nei prossimi due anni

Il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto dopo le polemiche innescate dal dimensionamento scolastico presente nella bozza della manovra: "Interverremo sulle dirigenze, gli istituti sono 40.466 e rimarranno 40.466"

Il governo Meloni intende chiudere centinaia di istituti scolastici nei prossimi anni? Negli ultimi giorni ha fatto molto discutere la presenza nella bozza della manovra del cosiddetto dimensionamento scolastico che, secondo le stime dei sindacati, potrebbe portare alla chiusura di 700 scuole. Uno scenario che ha origine da una voce presente nella versione provvisoria della legge di bilancio che spiega: "Le Regioni, sulla base dei parametri individuati dal decreto di cui al primo periodo provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente annuale individuato dal medesimo decreto". Una voce che, tenendo conto del nuovo limite per l’autonomia giuridica, alzato da 600 a 900 studenti, ha messo in allarme le sigle di settore, preoccupate di assistere ad un'ondata di chiusure. Ma come stanno le cose? Davvero chiuderanno 700 scuole?

Chiuderanno 700 scuole in 2 anni? Il chiarimento di Valditara

In realtà no, come ha assicurato in un'intervista a La Stampa il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara: "La misura inserita nella manovra interviene sulle strutture giuridiche, cioè dirigenze scolastiche, e non sulle strutture fisiche. I plessi attuali sono 40.466 e rimarranno 40.466. Gli studenti continueranno ad andare negli stessi luoghi fisici con gli stessi laboratori, le stesse aule, le stesse strutture". Quindi, come specificato dal ministro, a diminuire di 700 unità nei prossimi due anni saranno le "scuole" intese come istituti giuridici, un dimensionamento che riguarderà soprattutto i dirigenti scolastici a capo di più di un istituto in attesa della nomina di quello effettivo. La riduzione sarà scaglionata nei primi 3 anni scolastici con un correttivo rispettivamente del 7%, 5% e infine del 3%. Sempre secondo le stime dei sindacati le Regioni maggiormente coinvolte dal provvedimento sarebbero Sardegna, Calabria e Basilicata, mentre il rischio resta concreto per Abruzzo, Molise e Campania.

"Il dimensionamento avverrà nel modo più indolore possibile"

A chi teme che istituti con in media 900 studenti siano difficili da gestire, il ministro risponde promettendo una "migliore programmazione pluriennale della rete scolastica" e "un miglioramento dell'efficienza amministrativa e gestionale. La soglia per arrivare all'autonomia giuridica delle scuole è necessaria per rispettare una delle condizioni poste dal Pnrr per l'erogazione dei fondi. Le scelte del ministero vanno nella doppia direzione di mitigare gli effetti delle normative precedenti e di osservare i vincoli dell'Europa in attuazione del Pnrr: non si può essere europeisti a corrente alternata, solo quando non costa alcuno sforzo". I risparmi non andranno al ministero del Tesoro ma rimarranno all'istruzione, saranno utilizzati per finanziare il Fondo unico nazionale dei dirigenti scolastici. Un dimensionamento quindi ci sarà ma, come sottolineato anche da Valditara "avverrà nel modo più indolore possibile".

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