Venerdì, 16 Aprile 2021

Coronavirus, gli studenti bocciano la didattica a distanza: "Peggiora l'apprendimento"

Gli adolescenti italiani, alle prese con lezioni e compiti online da marzo, sperano di tornare a scuola a settembre

Studenti alle prese con lezioni online

La scuola chiusa da marzo, in tempi non sospetti, sarà stato sicuramente il sogno di tanti giovani studenti, ma oggi si è trasformato in uno degli incubi peggiori. Per far fronte all'emergenza coronavirus gli adolescenti italiani hanno dovuto reinventare il proprio tempo, fare i conti con la didattica a distanza e misurarsi con piattaforme virtuali per mantenere i legami affettivi. Ma quali sono i loro umori e le loro opinioni? 

Un ragazzo su 2 dichiara che l'isolamento lo ha fatto sentire triste e sulla didattica a distanza hanno le idee chiare: per la quasi totalità del campione intervistato è drasticamente peggiorata la qualità dell'apprendimento. E' quanto mettono in luce i risultati dell'Osservatorio 'La scuola digitale per la Generazione Z' di Terre des Hommes e ScuolaZoo sull'impatto dell'emergenza Covid-19 sugli adolescenti italiani. "L'istruzione è l'arma più potente che puoi utilizzare per cambiare il mondo", recita una celebre dichiarazione di Nelson Mandela. Eppure, la didattica a distanza messa a punto non senza difficoltà per rispondere all'emergenza coronavirus, sta facendo emergere disuguaglianze e isolamento didattico mettendo, di fatto, a repentaglio il diritto allo studio e l'accesso ad un'istruzione di qualità. Sebbene il 97,8% degli studenti intervistati abbia seguito le lezioni online, solo il 10% crede che questo abbia migliorato la qualità dell'apprendimento mentre per il 42,4% è peggiorata. Sette ragazzi su 10 ritengono di ricevere un carico maggiore di compiti e il 60% teme che gli insegnanti non riusciranno a concludere il programma entro la fine dell'anno scolastico. Tuttavia, il 58% crede che la chiusura delle scuole non influenzerà in modo decisivo il voto in pagella. È questa la fotografia scattata attraverso i risultati dell'indagine online, a cui hanno partecipato e risposto 5.000 studenti delle scuole secondarie italiane per raccontare l'impatto che l'emergenza Covid-19 sta avendo sugli studenti e quali scenari futuri si aspettano i ragazzi. 

Un focus speciale è stato dedicato ai maturandi che, stando ai dati, sembrano essere la fascia di studenti più preoccupati per la situazione attuale e per il loro futuro. Quasi il 60%, infatti, pensa che la didattica a distanza abbia peggiorato la qualità dell'apprendimento, mentre il 75% dichiara di ricevere una mole di lavoro individuale maggiore ed è convinto che il programma non verrà completato. Inoltre, 1 maturando su 2 è preoccupato del fatto che tutto questo possa notevolmente influenzare il risultato finale dell'esame.

E quando ai ragazzi si chiede se pensano che la didattica a distanza avrà un futuro anche nella Fase 2 dell'emergenza, ritengono - e probabilmente sperano - che la scuola tornerà presto alla normalità, abbandonando il sistema della didattica online. Solo una minoranza (due studenti su 10) pensa che anche quando si tornerà alla normalità, la didattica a distanza potrebbe avere una qualche utilità. Allargando poi lo sguardo a come i ragazzi hanno vissuto questi mesi di quarantena forzata, ai loro nuovi hobby scoperti in casa e a come sono cambiate le loro abitudini, emerge che i ragazzi vogliono tenersi informati sulla crisi sanitaria e lo fanno soprattutto attraverso la tv (88%) e siti online di news (58%). I canali tradizionali battono quindi i social network, che rimangono però i canali più utilizzati per mantenersi in contatto. Nonostante, infatti, il fiorire di nuovi software per organizzare videochiamate, Whatsapp e Instagram restano i preferiti. Inoltre, si scopre che, la generazione più 'social' di tutte stia sfruttando l'occasione per dedicarsi anche ad altri hobby: il 73% guarda cinema e serie tv, il 52% ha iniziato a giocare agli e-sport e il 42% ha scoperto la passione per la cucina.

Guardando al futuro, però, il 62% degli studenti dichiara che non continuerà a incontrare gli amici via chat e più di 1 su 3 che abbandonerà le abitudini prese in isolamento. Di fondo, infatti, un ragazzo su due (48% del campione intervistato) ha dichiarato che l'isolamento sociale lo ha reso più triste, solo una piccola minoranza (il 4%) invece si è sentita più felice. 

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