Venerdì, 23 Aprile 2021

Coronavirus, che cosa possiamo "imparare" dai Paesi che hanno già riaperto le scuole

Alcuni Paesi europei hanno riaperto per tempo le scuole tra aprile e l'inizio di maggio, come Svezia, Danimarca, Austria e Germania. I contagi di fatto non sono sono aumentati. In Italia la data cerchiata in rosso sul calendario per la riapertura delle scuole è il 14 settembre

La scuola in Italia riaprirà (si spera) a settembre. Foto Ansa

Che cosa possiamo imparare dai Paesi europei che hanno riaperto per tempo le scuole tra aprile e l'inizio di maggio, come Svezia, Danimarca, Austria e Germania? Ci sono molti elementi interessanti da analizzare. Nessuna certezza, ma in linea di massima tali Paesi non hanno registrato, fino ad ora, un incremento dei casi di contagio da coronavirus che possa definirsi significativo e collegato alla decisione di far rientrare gli alunni a scuola. Dalle parole di alcuni esperti interpellati da Politico.eu trapela un cauto ottimismo sul fatto che ritornare sui banchi sia stato, sia e sarà relativamente sicuro. Soprattutto grazie al distanziamento sociale.

L'esempio della Danimarca (di cui vi abbiamo già parlato), dove i bambini sono rientrati a scuola a metà aprile, quando si contavano circa 200 infezioni al giorno, dimostra che la decisione non ha avuto un impatto sull'aumento dei nuovi casi, che all'8 giugno erano 14 al giorno. Un professore della facoltà di Medicina dell'università di Copenhagen, che era stato esitante sulla decisione, ammette che dalla riapertura non ci sono state riprese anomale del contagio.  

Di fatto all'estero aprire le scuole non si è tradotto in alcun aumento dei numeri di trasmissione del contagio. Uno dei fattori che potrebbe aver aiutato a raggiungere questo risultato importante potrebbe essere l'implementazione efficace delle misure di distanziamento sociale e quindi la mancanza di opportunità per il virus di trasmettersi in situazioni di grandi assembramenti. In Norvegia, dove le scuole sono state riaperte il 20 aprile, la diffusione dell'infezione ha continuato a rallentare nonostante siano stati fatti più test che nella fase precedente. Dati simili sono stati riscontrati anche in Austria. "Ad ogni passo c'è stato un monitoraggio per essere sicuri che il numero delle nuove infezioni non crescesse e che non ci fossero effetti negativi", conferma una esperto parlando del caso austriaco, dove le scuole hanno riaperto da settimane. In Austria, gli studenti delle superiori sono rientrati all'inizio di maggio, quando i casi giornalieri si attestavano intorno ai 50, a giugno le nuove infezioni non sono aumentate.

La Germania è stata molto, molto cauta nella riapertura, con piccoli step e monitoraggio continuo, e c'è stato qualche circoscritto focolaio isolato. Per Ralf Reintjes, professore di epidemiologia all'università di Scienze applicate di Amburgo, le scuole in realtà non hanno realmente riaperto e molti bambini studiano ancora a distanza. "E' presto per parlare dell'effetto. Tratteniamo il respiro e speriamo che tutto vada bene, ma abbiamo dei timori", ha aggiunto perché "la pandemia è molto più complessa".

La decisione del governo svedese di lasciare aperte le scuole durante la pandemia non ha contribuito alla diffusione del coronavirus in Svezia: lo ha detto ufficialmente il ministro dell'istruzione svedese, Anna Ekstrom, citando uno studio dell'agenzia per la Sanità pubblica di Stoccolma. Stando ai dati dello studio il personale coinvolto nell'istruzione - compresi gli insegnanti e altro personale scolastico - non ha dimostrato un tasso di contagi superiore ad altre categorie di lavoratori. Il governo aveva mantenuto aperte le scuole per i minori di 16 anni; gli istituti superiori e le università riapriranno i battenti a partire dal 15 giugno, ma solo per i corsi estivi.

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico-scientifico istituito presso il dipartimento della Protezione civile, intervenuto qualche giorno fa sulle modalità di ripresa delle attività didattiche nel prossimo anno scolastico in commissione Istruzione e Cultura, ha difeso la scelta di tenere chiuse le scuole in Italia: "L'indice del contagio sarebbe schizzato se fossero state riaperte a maggio" e d'altra parte "i paesi che hanno riaperto - come Germania, Francia e Israele - hanno visto pochi giorni dopo la riapertura focolai epidemici che hanno imposto la richiusura delle scuole". Un approccio iper cauto a cui il governo si è attenuto.

In Italia si guarda a settembre. La riapertura a settembre delle scuole di ogni ordine e grado "deve diventare una delle priorità assolute del Governo e del paese intero. Il futuro dell'Italia, infatti, passa anche da come riusciremo a riavviare l'attività scolastica nel rispetto delle norme sanitarie e di sicurezza in presenza del Covid 19". Lo afferma il capogruppo di Liberi e Uguali alla Camera, Federico Fornaro. "È indispensabile che si ricerchi il massimo grado di coinvolgimento di tutti i soggetti che compongono l'articolato e ricco mondo della scuola. La riapertura della scuola è una sfida che può e deve essere vinta in uno spirito di collaborazione e ascolto e nel quadro delle risorse economiche destinate dagli ultimi decreti, che se necessario potranno essere aumentate".

"Ieri abbiamo fatto una riunione con la Cabina di regia per decidere su questi fondi che dovranno dare il primo ossigeno per gli interventi sugli edifici scolastici, è una corsa contro il tempo". Così Cristina Giachi, vice sindaca di Firenze e coordinatrice della commissione Istruzione e Politiche Educative dell'ANCI intervenendo a "Radio 1 Giorno per giorno" sul riparto dei primi 330 milioni destinati agli interventi sull'edilizia scolastica leggera per poter tornare in sicurezza a scuola a settembre. "Intervenire sugli edifici pubblici non è mai semplice né veloce. Mancavano le risorse, ora ci sono, non sono moltissime rispetto al fabbisogno ma sono un avvio per poter cominciare a programmare gli interventi estivi per metterci in condizione di poter affrontare il post emergenza". "Se ci limitiamo al distanziamento di 1 metro tra gli studenti forse in molti casi c'è da fare molto poco. Il tema delle classi pollaio c'è sempre stato, ma sappiamo bene da dove nasce, più che dalla capienza degli edifici dipende dagli investimenti sul personale da parte del Ministero. Il dimensionamento comporta sempre l'assunzione degli insegnanti inmisura sufficiente a coprire quelle classi. Per avere più scuola serve più spazio e più tempo, il tempo lo fanno gli insegnanti e quindi le assunzioni" ha aggiunto.

Anche se "non abbiamo ancora chiaro con quali regole", in Lombardia "la campanella d'ingresso a scuola deve suonare il 14 settembre". Lo assicura in una nota l'assessore regionale all'Istruzione, Melania Rizzoli, che mette in chiaro: "Diciamo subito che non vogliamo mancare il regolare avvio del nuovo anno scolastico e formativo, secondo il consueto calendario". Secondo l'assessore lombardo, "l'esperienza della Didattica a distanza ha mostrato tutti i suoi limiti, con il rischio di acuire disuguaglianze soprattutto con riferimento agli studenti disabili". E il lockdown ha dimostrato "che un altro modo di fare scuola è possibile", l'assessore Rizzoli è convinta che l'attività didattica non sia "surrogabile interamente con il distance learning: perché la Scuola è anche socialità, spazio condiviso, scambio di esperienze, attivazione di 'neuroni specchio'". Il problema, aggiunge Rizzoli, è che "nella nuova normalità, mentre riapre quasi tutto, la scuola arriva impreparata mostrando le sue debolezze croniche che rischiano di essere esiziali anche davanti ad un virus che sta perdendo la sua carica virale". L'emergenza Coronavirus, conclude, ha portato alla luce tutti i "problemi cronici" del sistema scolastico "che si sommano a problemi contingenti nell'insipienza gestionale". Ma la data segnata in rosso sul calendario nella regione più colpita dal contagio è quella: lunedì 14 settembre.

Il decreto scuola è legge: tutte le novità per esami di maturità e concorsi

Continua a leggere su Today.it

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Coronavirus, che cosa possiamo "imparare" dai Paesi che hanno già riaperto le scuole

Today è in caricamento