Martedì, 11 Maggio 2021

Scuola, presidi in pressing: "Subito il calendario della consegna banchi"

Il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli, presentando il vademecum per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21, ha chiesto interventi e chiarezza: ''Da rivedere anche la responsabilità penale''

Foto di repertorio

L'Associazione Nazionale Presidi ha presentato il vademecum per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 sul proprio sito, chiedendo, attraverso il presidente Antonello Giannelli, "risorse adeguate per organizzare e gestire al meglio il rientro a scuola in sicurezza.Servono locali, banchi monoposto e un ampliamento dell’organico. Non si devono vanificare gli enormi sforzi profusi dai Presidi, dai loro collaboratori, dal Ministero e dai suoi uffici territoriali, dagli enti locali affinché la ripartenza avvenga per tutti nella massima sicurezza".

"Ora, per esempio - sottolinea Giannelli - dirigenti chiedono di conoscere con urgenza il calendario di consegna dei banchi monoposto. Non è possibile che lo vengano a sapere all’ultimo momento: l’organizzazione richiede tempo. È impensabile che la mascherina sia l’unica arma di difesa dal contagio, perché sappiamo benissimo quanto sia faticoso, per gli alunni e per il personale, indossarla per ore”.

I presidi chiedono anche di rivedere la responsabilità penale imputabile ai dirigenti scolastici: ''Il Covid-19 è equiparato a un incidente sul lavoro. Se il dirigente scolastico "attua il protocollo sanitario allora non gli si deve imputare nulla - ha evidenziato il numero uno dell'Anp -Non parliamo di scudo penale, perché quello fa riferimento a soggetti che hanno commesso reati, e i presidi non sono delinquenti o malfattori".

Gissi (Cisl Scuola): ''Manca un piano d'azione''

Anche i sindacati nutrono diversi dubbi sulla riapertura delle scuole a settembre, come confermano le parole di Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola: "Grande incertezza sul futuro dell'apertura della scuola: tutto vola sulle ali del vedremo, valuteremo, decideremo. Siamo a meno 27, anzi a meno 20 giorni per la scuola dell'infanzia della Lombardia e ancora non sappiamo se ci sarà un cancello aperto. Mancava un consistente piano d'azione e lo sapevamo un po' tutti". 

"Purtroppo non c'è neppure un piano B. - sottolinea Gissi - In compenso siamo al sesto/settimo monitoraggio e in ogni rilevazione si sollecita attenzione e gestione oculata delle risorse perché la Corte dei Conti e il Mef sono in agguato. Come dice Zunino, la scuola si arrangerà ma non ha poteri taumaturgici; la scienza determinerà se c'è o non c'è un pericolo ma sono i politici e il Governo che hanno pensato al valore scuola. Mi chiedo quando proporranno alla protezione civile di intervenire con procedure d'urgenza (tensostrutture, arredi e requisizione di spazi)".

"I numeri degli investimenti scanditi in ogni intervista come si fa in un'asta, con la cifra più alta solo per colpire il pubblico televisivo, sono assolutamente insufficienti. - continua Gissi - Meno di 1 miliardo potrebbe servire per 10.000 collaboratori scolastici su 8.200 istituzioni scolastiche. Per l'insegnamento il calcolo potrà vedere l'assegnazione di supplenti solo nei circoli didattici: 32.000 docenti infanzia/primaria da distribuire tra più di 170.000 sezioni e classi". "E il grande caos non è nemmeno cominciato; graduatorie con 750.000 candidati da verificare. I dirigenti scolastici saranno le vittime sacrificali di un sistema inadeguato. - conclude Gissi - Abbiamo chiesto al Ministro un incontro urgente per conoscere i dati del monitoraggio e le richieste delle scuole ma non abbiamo avuto alcuna risposta. Lo pretendiamo noi ma lo pretende il Paese, perché la scuola non può essere gestita come una monade e da pochi soggetti".

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