Domenica, 16 Maggio 2021

Coronavirus, tamponi rapidi a scuola (ma solo in due regioni): risultati in 30 minuti

In Veneto e Lazio si potrebbe procedere a tamponi rapidi a tutta la classe se c’è un alunno positivo. I test rapidi (meno accurati del classico tampone) forniscono il risultato in pochi minuti, massimo mezz’ora

Coronavirus e inizio della scuola ormai alle porte: i problemi da risolvere e le criticità sono numerose. In Veneto e Lazio si potrebbe procedere a tamponi rapidi a tutta la classe se c’è un alunno positivo. I test rapidi (meno accurati del classico tampone) forniscono il risultato in pochi minuti, massimo mezz’ora. E così, racconta oggi il Corriere della Sera, i negativi potranno tornare in classe al più presto. 

Il tampone è la soluzione ovviamente migliore e più sicura per non confondere Covid-19 con l’influenza, ma così si rischia di paralizzare il mondo della scuola (e, di conseguenza, quello del lavoro dei genitori), perché necessitano di 24-48 ore per essere processati da un laboratorio. Ci sono piani alternativi, basati proprio sui tamponi rapidi. 

Lazio e Veneto sono le due regioni che per adesso avrebbero deciso di usare i tamponi rapidi per lo screening nelle scuole. I tamponi rapidi funzionano così: sono «antigenici» perché cercano le proteine del virus, cioè gli antigeni, nelle secrezioni respiratorie. Il prelievo avviene con dei bastoncini infilati nelle narici e nella faringe (come nel caso di un tampone «classico») oppure può essere presa la saliva. Non sono considerati affidabili al 100%, ma sono utili per effettuare screening di massa veloci o comunque per individuare persone infette con alta carica virale. In caso di positività, si procederà col tampone tradizionale. 

Nel Lazio l’unità di crisi regionale sul Covid-19, guidata dall’assessore alla sanità Alessio D’Amato, si è accordata con la Regione Veneto per l’acquisto di 1 milione di test rapidi, gli stessi che da giorni vengono effettuati negli aeroporti di Roma ai vacanzieri di ritorno dalle mete a rischio. I test nelle scuole verranno effettuati agli studenti e al personale docente, con una risposta attesa entro 30 minuti. Gli eventuali contagiati saranno isolati, mentre gli altri saranno rimandati a casa e l’istituto sottoposto alle normali procedure di sanificazione.

Ci sono ancora alcuni ostacoli: "Ci sono alcune criticità nel progetto di alcune Regioni si somministrare i test rapidi col tampone agli alunni delle scuole dove si sia verificato un caso positivo" dice al Corriere Kyriakoula Petropulacos, direttore della Sanità in Emilia Romagna e componente del comitato tecnico scientifico nazionale: senza consenso dei genitori si potrebbe procedere ai test su minorenni? Per ora non è chiaro. 

Nessuna altra Regione per ora ha strategie di test rapidi a scuola all'orizzonte. Ma gli scenari potrebbero cambiare in ogni momento. 

Per il ritorno sui banchi, le nuove regole prevedono non solo mascherine e distanza di un metro, ma anche frequente igiene delle mani. Per risolvere tutte le criticità è obbligatorio che in ogni sede scolastica ci sia un "referente Covid" in grado di intervenire in caso di emergenza. Misure specifiche invece per nidi e materne: niente mascherine ma una didattica per "piccoli gruppi stabili". 

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