Giovedì, 28 Ottobre 2021
Scuola

I costi da affrontare per arrivare alla laurea e le università più convenienti

Studiare è un investimento, perché più si è qualificati più è facile, in linea di massima, trovare lavoro e trovare un buon impiego ben remunerato. Ma come ogni investimento, anche la scelta degli studi da compiere deve essere ben ponderata, tenendo conto dei costi da sostenere e della loro potenziale remunerativi futura.

Le tasse universitarie sono un costo variabile non solo in base al reddito ma anche a seconda dell'ateneo e del corso di studi. Cinque gli scaglioni di reddito, calcolati in base a dei valori di Isee fissi (la prima fascia comprende redditi fino a 6mila euro, la seconda fino a 10mila, la terza fino a 20mila, la quarta fino a 30mila e la quinta tutti gli importi superiori), in base ai quali vengono calcolate le tasse, queste stesse tasse graveranno per non meno di 3 anni in caso di laurea generica e di 5 anni in caso di laurea specialistica, sempre che si completi il corso di studi senza andare fuori corso. Infine, Federconsumatori ha riscontrato che le facoltà scientifiche sono più costose di quelle umanistiche.

Le tasse universitarie oscillano mediamente tra 477,88 e 2.265,32 euro l’anno a seconda che si rientri nella prima o nella quinta fascia di reddito. In mezzo, secondo un’indagine di Federcosumatori sugli atenei italiani, ci sono tasse da 525,33 euro l’anno, 768,52 euro e 1.197,69 per chi rientra rispettivamente nella seconda, terza e quarta fascia di reddito.

Gli atenei del Centro Italia hanno le tasse più basse per le prime 4 fasce di reddito: per la prima fascia la differenza rispetto alla media nazionale è del 30% e supera il 50% rispetto agli atenei del Nord. A determinare questo risultato contribuiscono in buona parte le università dell'Emilia Romagna, che per le prime 3 fasce di reddito prevedono considerevoli agevolazioni economiche: la media regionale si attesta sui 158,82 euro annui per chi rientra nella I fascia e sui 1607,75 euro all'anno per gli appartenenti alla  quinta fascia. L'ateneo più economico, per la prima fascia, è quello di Parma, che prevede contributi minimi di 158 euro, sia per le facoltà umanistiche che per quelle scientifiche. L'università di Bologna è invece la meno esosa verso gli studenti di quinta fascia con tasse di 1.462 euro per le facoltà umanistiche e di 1.605 euro per quelle scientifiche.

Le università del Nord impongono rette più alte rispetto agli altri atenei italiani. Considerando la prima fascia di reddito, gli importi medi nelle Università settentrionali risultano superiori dell’8,72% rispetto a quelli in vigore nelle università del Sud e del 16,41% rispetto alla media nazionale.

Verona è l’università più cara per studenti della prima fascia di reddito (644,16 euro per le facoltà umanistiche e 698,16 euro per le facoltà scientifiche), seguita da La Sapienza di Roma, che prevede contributi minimi di 588 euro per le facoltà umanistiche e di 619 euro per quelle scientifiche (da quest'anno l'ateneo romano ha però introdotto una serie di agevolazioni e riduzioni quali l'esenzione completa per le matricole e gli iscritti in possesso di particolari requisiti di merito con Isee fino a 14.000 euro).

Pavia è l’ateneo più esoso con gli studenti più agiati: chi è in quinta classe di reddito paga 3.483,27 euro l’anno per le facoltà umanistiche e 3.890,27 euro per le facoltà scientifiche.

Asso di denari, il blog di Carlo Sala

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