Martedì, 3 Agosto 2021
Scuola

Il fantasma della Dad sull'anno scolastico 2021-2022

Con l'aumento dei contagi torna anche l'incertezza sulle modalità con cui gli studenti torneranno a seguire le lezioni. Letta: ''Basta Dad'', M5s: ''Ritorno in classe deve essere un imperativo''

Foto di repertorio Ansa

Lo scorso anno scolastico si era concluso con una promessa ricca di speranza: un ritorno in classe di tutti gli studenti che da oltre un anno seguono le lezioni con la didattica a distanza. Ma con l'aumento dei contagi e il timore di una nuova ondata di Covid, il fantasma della dad torna ad aleggiare anche sul prossimo anno scolastico. 

L'insicurezza data dall'andamento dell'epidemia rende incerto anche il futuro prossimo degli studenti, che da settembre dovranno tornare dai banchi. Ma come? Il segretario del Pd Enrico Letta ha chiesto a gran voce un ritorno in presenza: ''Basta con la Dad. A settembre i ragazzi devono tornare a scuola''. 

''Inconcepibile incertezza, fantasma Dad ancora aleggia''

Infatti, nonostante gli sforzi messi in campo fino ad oggi, c'è il rischio che anche l'anno scolastico 2021/2022 inizi da casa. Una prospettiva inaccettabile secondo le deputate e i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura: "Durante il Question time alla Camera, il ministro Enrico Giovannini ha ricordato le ingenti somme, oltre 2.7 miliardi di euro, che dall'inizio della pandemia sono state stanziate per potenziare il trasporto pubblico locale, tra cui anche il trasporto scolastico. Nonostante il lavoro svolto sia dal precedente Governo che da quello attuale, il fantasma della didattica a distanza ancora aleggia sul Paese durante queste settimane che ci separano dall'inizio del nuovo anno scolastico. Questo fantasma va scacciato una volta per tutte, perché far tornare tutti gli studenti e studentesse in classe deve essere un imperativo". 

"Ancora oggi - proseguono - non è chiaro quante delle risorse messe a disposizione dal Governo siano state effettivamente spese dalle Regioni per l`efficientamento dei trasporti. Ancora oggi non esiste una programmazione seria e un`organizzazione chiara per una ripartenza della scuola in massima sicurezza. Dopo tutte le evidenze scientifiche accumulate nel tempo e dopo gli allarmi lanciati dall'Onu sui danni arrecati ai nostri giovani, alcuni considerano ancora la didattica in presenza secondaria rispetto al raggiungimento di una immunizzazione del 100% della popolazione scolastica".

"Per il Movimento 5 Stelle quest'incertezza, dopo un anno e mezzo di pandemia che ha visto sacrificate per prime le nuove generazioni, non è concepibile. Chiediamo al Governo tutto lo sforzo possibile per creare le condizioni ottimali per la ripartenza e, soprattutto, di non cedere sulla difesa del diritto all'istruzione in presenza". 

La questione degli insegnanti da vaccinare

Su come inizierà il prossimo anno scolastico si è espressa anche  Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali e le autonomie: - "Con i ministri Bianchi e Giovannini stiamo lavorando per una riapertura della scuola in sicurezza e soprattutto in presenza. Potenzieremo i trasporti, ma è ovviamente molto importante che gli insegnanti e il personale scolastico si vaccinino''.

Un tema, quello del vaccino per i docenti, inevitabilmente collegato alle modalità con cui riprenderanno le lezioni.  Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, ha quantificato il numero di insegnanti che ancora non si sono sottoposti al vaccino anti-covid: "In realtà, sono 215mila gli insegnanti non vaccinati contro Covid. In numero assoluto sembra altissimo, mentre invece è una percentuale bassa rispetto al totale del corpo docente e localizzata in alcune regioni. Credo che una moral suasion sia necessaria in quelle regioni che altrimenti avrebbero seri problemi nella didattica. Ma il 15% di non vaccinati non sarà molto diverso dalla popolazione generale, dove credo che il 15%" delle persone vaccinabili "non si vaccinerà. Dobbiamo fare un'azione di convincimento che può essere fatta anche con piccole cose".

"Il consiglio che do ai docenti è di vaccinarsi - ha aggiunto Sileri - Il punto più importante è che devono farlo per loro stessi. Soprattutto gli insegnanti andranno nelle scuole dove sotto i 12 anni il vaccino non esiste ancora e quindi la circolazione virale in quelle classi e il rischio potrà essere più alto. E il docente di 50 anni che si prende il virus" e non è protetto dal vaccino "rischia" maggiormente "di andare in terapia intensiva. Il mio consiglio dunque è: vaccinatevi per voi stessi, prima ancora che per gli altri".

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