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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Scuola in allarme

Incombe l'incubo dad: il nodo del rientro dopo Natale e il green pass per gli studenti

Diversi sindaci hanno già mandato in dad i ragazzi e si guarda con preoccupazione al rientro dopo le vacanze natalizie. Presidi e Regioni preoccupati dal tracciamento ormai in tilt, mentre la certificazione verde per gli studenti fa discutere

La variante omicron preoccupa anche il mondo della scuola. A pochi giorni dalle vacanze di Natale, cresce in tutta Italia il numero di classi tornate in dad. In altre sono gli stessi genitori ad aver deciso di giocare d'anticipo "ritirando" i propri figli da scuola: da un lato si cerca di prendere tempo per permettere ai bambini di procedere con la vaccinazione, dall'altro si vogliono evitare eventuali rischi di contagio che potrebbero condizionare le vacanze. Si guarda poi con preoccupazione allo scenario post-Natale, con il rientro a scuole degli studenti dopo l'Epifania mentre l'introduzione del green pass anche per i ragazzi è al momento un rebus. 

Classi in dad, tracciamento in tilt

Da Nord a Sud nelle ultime settimane si rincorrono le notizie di classi tornate in dad. A Codogno, comune simbolo della pandemia, la preside dell'istituto comprensivo ha deciso di chiudere tutti e sette i plessi tra scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado dopo l'aumento dei casi positivi, mandando tutti in dad. "Oggi la maggior parte dei focolari sono nelle scuole, se andiamo avanti così a gennaio i ragazzi saranno tutti in dad", aveva detto ieri il sindaco di Pesaro e presidente di Ali-Autonomie locali italiane. Diversi le ordinanze dei sindaci che hanno deciso la chiusura delle scuole dopo i nuovi focolai. In Liguria i sindaci di Imperia, Sanremo e Bordighera hanno chiuso le scuole in anticipo rispetto alle festività natalizie. "Comprendo il disagio di tante famiglie, che dovranno far fronte alla chiusura anticipata, ma la salute viene prima di tutto", è il commento del sindaco di Imperia Claudio Scajola. Ragazzi in dad prima delle vacanze di Natale anche in alcuni comuni della Sardegna, nel palermitano e nel Salento.

Al centro delle polemiche c'è anche il sistema di tracciamento, ormai in tilt. Il protocollo per il tracciamento a scuola "è da rivedere" perché "è inapplicabile" con il numero attuale di contagi, secondo l'assessore alla Salute dell'Emilia-Romagna, Raffaele Donini, che ha confermato la richiesta delle Regioni al governo di modificare l'attuale assetto che prevede l'esecuzione di due tamponi nel caso di una classe in quarantena. Nella settimana 6-13 dicembre, a fronte di una media regionale di 270 casi ogni 100.000 abitanti, l'incidenza è di 272 su 100.000 nella fascia 0-5 anni, di 750 tra i 6 e gli 11 anni, di 522 tra gli 11 e i 13 anni, di 317 dai 14 ai 19 anni. In quella stessa settimana, erano 10.488 gli studenti in quarantena. Se si calcola che per tutti occorre fare due tamponi nell'arco di una settimana, rimarca Donini, si capisce che con questi numeri di contagi "il protocollo è inagibile".

Scuole chiuse dopo le vacanze di Natale?

Tra le ipotesi per contrastare la variante omicron ed evitare l'impennata di nuovi contagi c'è anche quella di prolungare la chiusura delle scuole dopo le vacanze di Natale, ripristinando la didattica a distanza. Un suggerimento che è arrivato anche dall'infettivologo Massimo Galli, già direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano: "Considererei la possibilità, se le cose vanno veramente male con la variante Omicron, di prolungare le vacanze di Natale per i piccoli non vaccinati". Per Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute Roberto Speranza, "gennaio sarà un mese particolarmente problematico" per le scuole, dove "la variante omicron trova una prateria sconfinata".

In ogni caso, il rientro a scuola dopo le vacanze rappresenterà un momento importante." Vediamo il rientro a gennaio con una certa preoccupazione", dice Cristina Costarelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi del Lazio. "Potrebbero essere d'aiuto misure restrittive durante le festività o a gennaio conteremo i nuovi positivi delle vacanze di Natale; come anche la vaccinazione dei piccoli, se partirà estensivamente. Ma resta il problema dell'asintomaticità degli studenti vaccinati alle secondarie superiori. Al rientro, la struttura sanitaria o commissariale dovrebbe organizzare un controllo capillare, a tappeto di tutti gli alunni. Il 7 gennaio dovrebbe essere dedicato a questa indagine e con ingresso scaglionato in classe, solo ad esito di tampone negativo".

L'ipotesi di allungare le vacanze di Natale sfruttando la dad per ritardare il rientro in classe dei ragazzi non piace però ai presidi. "Non è una scelta efficace", commenta Antonello Giannelli, presidente dell'Associazione nazionale presidi, per cui invece bisogna continuare a spingere sulla vaccinazione degli studenti. "Nella fascia di età compresa tra i 16 e i 19 anni siamo già all'80%, ora però bisogna spingere sull'acceleratore per gli under 16", aggiunge Giannelli. Per il presidente dell'Anp il rientro ritardato rappresenta "una iniziativa che non porterebbe grandi risultati a meno che non venga messo a punto un piano in cui si stabilisce che nelle scuole si rientra il 18 gennaio ma con tutti i ragazzi vaccinati". "C'è da aggiungere che nessuno studio fino ad ora ha messo in correlazione l'aumento dei contagi con la scuola in presenza - conclude Giannelli - È ovvio che in un periodo di pandemia l'ideale sarebbe quello di chiudersi tutti in casa ma questo non si può fare per l'economia di questo paese ma anche per i ragazzi: la Dad ha effetti senza dubbio meno efficaci sul percorso di apprendimento degli studenti".

I timori dei presidi

"La situazione generale delle scuole sta peggiorando" ma "bisogna dire che siamo ancora lontani dai numeri dell'anno scorso ma la curva è in aumento e la speranza è che si riesca a fermare questa nuova variante", dice il presidente dell'Anp. "L'ultimo dato è quello delle 10mila classi in dad su 400mila, ma negli ultimi giorni crediamo sia aumento", commenta.

Il tracciamento così com'è non funziona nemmeno per Giannelli, che denuncia: "Ancora non si vede la discesa in campo della strutturale commissariale in relazione all'attività delle Asl. Va anche detto che la pandemia sta risalendo e più aumentano i contagi e più è difficile fare il tracciamento. Ogni Regione fa per sé, non esiste una cabina di regia unica per la sanità, in questo momento è impossibile cambiare le cose perché bisognerebbe modificare tutto l'assetto del sistema".

Il rebus del green pass per gli studenti

In questo contesto si discute sempre più spesso e con maggiore insistenza dell'introduzione del green pass anche per gli studenti. Una proposta che il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi starebbe valutando e su cui al momento non c'è niente di sicuro ma che già trova sostenitori (ad esempio i dirigenti scolastici e molti sindaci) e oppositori (soprattutto nelle fila di Lega e Fratelli d'Italia). La preoccupazione maggiore è quella di garantire comunque il diritto allo studio dei ragazzi.

Per Giannelli si tratta di un'idea "corretta" ma con notevoli questioni ancora irrisolte. "Io vedo delle grosse difficoltà. Il problema è la tempistica. Se noi diciamo da un giorno all'altro che diversi milioni di bambini-ragazzi devono vaccinarsi, in quanto tempo devono ottenere il green pass? Se dobbiamo fare i tamponi a tutti non abbiamo le strutture necessarie per farli. Se non si fa prima una stima realistica della capacità di smaltimento di queste misure e verifiche, si rischia di fare un buco nell'acqua. Se si dice che serve il green pass e i ragazzi non fanno in tempo che succede? Non vengono a scuola? Tutto ciò va coniugato con il tema del diritto allo studio. Non possiamo rischiare che milioni di ragazzi tornino in dad".

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