Venerdì, 22 Gennaio 2021
Italia

Decreto Dignità, cattedre a rischio: "Migliaia di maestri faranno ricorso"

Il sindacato autonomo Anief-Cisal denuncia come uno degli effetti della nuova legge in votazione alla Camera possa gettare nel caos il prossimo anno scolastico: migliaia di maestri potrebbero restare senza lavoro producendo una raffica di ricorsi

Nulla di fatto per i tanti emendamenti all’articolo 4 del decreto dignità, che passa al voto finale così come formulato dalle commissioni di competenza della Camera: nel corso della seduta no-stop del primo agosto la Camera ha respinto tutte le richieste di modifica formulate da diversi partiti d’opposizioni tra cui i cosidetti "emendamenti salva-scuola". 

Quello che i sindacati del settore è che il decreto abbia un effetto perverso provocando "il più grande licenziamento di dipendenti pubblici della storia della Repubblica".

A lanciale l'allarme è Marcello Pacifico, sindacalista di Anief-Cisal che calcola in 50mila il numero dei maestri che perderanno il posto in vista di un concorso straordinario che metterà in palio 12 mila posti. "Un numero di cattedre irrisorie a fronte di oltre 50 mila diplomati magistrali che lavorano stabilmente e ancora più laureati in Scienze della formazione primaria abbandonati al loro destino".

Come ribadisce Pacifico in una intervista al portale specializzato Orizzonte della scuola ci sono 40 mila insegnanti assunti grazie alle graduatorie ad esaurimento che sono stati supplenti fino al termine delle attività didattiche e non supplenti annuali che non sono contemplati dalla norma al voto in parlamento. 

"Non ci sarà un supplente dell’anno scorso che non ricorrerà in tribunale per aver confermato la supplenza di quest’anno nuovo scolastico"

Decreto dignità, cosa cambia per la scuola

Secondo quanto denuncia Pacifico dal prossimo 30 giugno tanti maestri che già erano stati assorbiti nei ruoli delle Stato resteranno senza lavoro, aggiungendosi agli altri 43mila docenti della scuola dell'infanzia e primaria che hanno sottoscritto un contratto annuale dalle graduatorie ad esaurimento. 

L’articolo 4 del decreto dignità risolve infatti la questione dei diplomati magistrali entro l’a.s. 2001/02, tramite un concorso straordinario che delinea il sistema di reclutamento per la scuola dell’infanzia e primaria dei prossimi anni. 

Secondo il sindacato di categoria il concorso da 12mila posti appare "l'ennesima manovra da fumo negli occhi" anticipando come il prossimo anno scolastico possa diventare tra i più disorganizzati e caotici.

"Con un decimo del personale della scuola precario, non può essere quella dei concorsi la strada da prendere - ribadisce Pacifico - ancora di più perché in grandissima parte i 100 mila insegnanti che vengono chiamati ogni anno per coprire altrettanti posti disponibili, sono già stati scelti, formati e abilitati all'insegnamento",

"Quella che sta prendendo il Parlamento è una soluzione che scontenta tutti e crea le basi per una guerra interna alla docenza italiana: nell'ideare il concorso straordinario ci si è dimenticati di pezzi interi di categorie, anche queste già abilitate, solo perché non hanno svolto 24 mesi di servizio oppure perché la scuola non è statale, come ha osservato pure il servizio studi del Parlamento analizzando proprio il decreto Dignità, rappresenta una scelta che costerà carissima allo Stato: si va verso, in questo modo, uno dei più grandi ricorsi della storia della Repubblica italiana" 

"Ci ritroveremo in alcuni corsi di studio, quali appunto la primaria e la scuola dell'infanzia, per non parlare del sostegno e di alcune aree geografiche, in una situazione di vuoti da riempire che getterà i presidi nello sconforto", conclude l'esponente Anief Cisal.

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