Venerdì, 26 Febbraio 2021

Lucia Azzolina frena sulla Didattica a distanza: “I ragazzi sono felici a scuola e ci devono rimanere”

La ministra dell’Istruzione respinge l’idea avanzata dai governatori di alcune Regioni di un ritorno alla dad per gli studenti delle superiori (e limitare l'affollamento sui mezzi pubblici). Anche il ministro Boccia è con lei: la questione al momento non è “sul tavolo”

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina dice no, ancora una volta, al ritorno alla didattica a distanza per le scuole superiori. Lo aveva già detto ieri dopo la proposta avanzata da alcuni governatori regionali e lo ha ribadito all’Ansa questa mattina: "I ragazzi sono felici di essere tornati a scuola. E ci devono rimanere".

La didattica in presenza è "fondamentale" anche per gli studenti più grandi, chiarisce, "perché garantisce formazione ma anche socialità, che altrimenti i giovani andrebbero a cercare altrove”. Per quanto riguarda il timori sul diffondersi del virus, "i numeri e le analisi dell'Istituto Superiore di Sanità ci confermano che i contagi non avvengono dentro le scuole", spiega Azzolina, ribadendo: "L'attenzione deve essere invece orientata fuori, alle attività extrascolastiche, come ribadiamo da tempo”. 

Tutto è partito dalla richiesta di alcune Regioni: didattica a distanza per le classi più adulte, quelle in cui i ragazzi possono stare a casa anche senza genitori, contribuendo in questo modo a limitare l’affollamento sui mezzi pubblici. Un’ipotesi, quella di tornare alla dad per i ragazzi delle superiori, respinta anche dal ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, secondo il quale la questione al momento non è “sul tavolo” mentre il governo è impegno  per “difendere il lavoro e la scuola". 

 "Le Regioni non potranno muoversi in autonomia, le modalità con cui funzionano le scuole sono decise dallo stato centrale - ha detto a SkyTg24 - Abbiamo modificato norme che prevedevano l’organizzazione di alcuni servizi pubblici e lo abbiamo fatto insieme, dove c’era legislatura concorrente abbiamo lavorato insieme, l’organizzazione delle scuole inevitabilmente passa attraverso una valutazione dello Stato, poi Comuni e Province ci hanno aiutato tantissimo nell’attuare norme che abbiamo approvato e messo nella disponibilità delle scuole tante risorse che servono a potenziare le strutture logistiche. Ma la scelta della didattica a distanza o meno è una scelta del governo centrale e del ministro Azzolina". 

A Roma gli studenti chiedono il ritorno alla didattica a distanza

Già nei giorni scorsi in alcuni licei romani, alla luce dei contagi fuori e dentro le scuole, gli stessi studenti hanno iniziato a chiedere di poter far ritorno alla didattica a distanza.

na classe del liceo classico Pilo Albertelli, nel centralissimo quartiere dell’Esquilino, ha già “scioperato” per convincere il preside a tornare alla dad, mentre altri studenti in altri istituti si preparano a nuove mobilitazioni.

I presidi però sono contrari, come spiega Il Corriere della Sera, riportando l’opinione del rappresentante dei presidi del Lazio, Mario Rusconi. “È vero, lo stano dicendo molti studenti in diversi licei, però queste richieste non possono essere accolte, a meo che non ci siano nuovi lockdown, le indicazioni ministeriali al momento restano le stesse: dove si può si fa lezione in presenza”. 

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