Venerdì, 14 Maggio 2021
Scuola

La Dad non è uguale per tutti: in una famiglia straniera su tre mancano gli strumenti adeguati

L'indagine della Fondazione ISMU sulla didattica a distanza. Tra le difficoltà segnalate la più significativa è quella relativa alla inadeguatezza o alla mancanza vera e propria di pc e connessione a internet. Tra le famiglie nordafricane le maggiori quote di criticità

La didattica a distanza è realtà quotidiana per milioni e milioni di studenti. Da lunedì 15 marzo per un numero che riporta quasi ai tempi del primo lockdown. Quali sono state le difficoltà riscontrate dalla popolazione immigrata nell'affrontare la didattica a distanza (DAD) durante il luogo periodo di chiusura di tutte le scuole nel primo lockdown di un anno fa?

Didattica a distanza (Dad): famiglie straniere più in difficoltà 

Un'indagine campionaria condotta da Fondazione ISMU nelle quattro province lombarde di Milano, Bergamo, Brescia e Cremona (tra le più colpite dalla pandemia nei primi mesi del 2020) su cittadini maggiorenni stranieri o con origine straniera provenienti da Paesi a forte pressione migratoria rivela che quasi la metà del campione ha dovuto gestire almeno una complicazione: dalla gestione di spazi domestici alle dotazioni tecnologiche, fino gestione di impegni lavorativi.

Tra le difficoltà segnalate la più significativa è quella relativa alla inadeguatezza o alla mancanza vera e propria di strumenti per attuare la didattica a distanza: pc, connessione a internet, ecc. Questo ostacolo è stato indicato da quasi una persona su tre e tale percentuale è più alta per coloro che provengono dal Nord Africa (39%), da altri Paesi africani e dall'America Latina, mentre tra asiatici ed est-europei le difficoltà legate alle dotazioni informatiche è stata segnalata da un intervistato su quattro. Un altro elemento collegato in parte alle strumentazioni è l'aver dovuto sostenere costi imprevisti - per acquisti di pc, stampanti, fotocopie, ecc. - che è stato indicato come un problema da parte del 25% della popolazione.

Le difficoltà incontrate dalle famiglie straniere nella Dad

La didattica a distanza ha creato difficoltà in modo rilevante anche dal punto di vista della gestione degli spazi nelle abitazioni. In esse i conviventi hanno dovuto gestire le differenti attività dei diversi componenti in spazi non sempre adatti: ciò è successo al 27% del campione e in particolare questo disagio è stato avvertito maggiormente nei nuclei con componenti di originari dell'Africa subsahariana e nordafricana. La difficoltà a supportare i figli nelle lezioni a distanza o nei compiti ha registrato una percentuale importante di casi - uno su cinque - e i valori più alti si sono rilevati per i cittadini originari dal continente africano. Il problema di seguire con regolarità il calendario delle lezioni è evidenziato soprattutto da nuclei nordafricani (30% contro il 18% della media generale).

Le differenti strutture familiari e i ruoli all'interno dei nuclei determinano le differenze tra le problematiche riscontrate: la più alta proporzione di persone che hanno dovuto lasciare i propri figli da soli durante le lezioni a distanza, o affidarli a terzi, si rileva tra i latinoamericani (11% contro una media de 6%) dove spesso troviamo famiglie monoparentali con mamme lavoratrici.

Dal punto di vista delle macroaree di provenienza, invece, sono i nordafricani a segnalare in assoluto le maggiori quote di criticità in ben cinque situazioni di disagio su sette, ad eccezione di quella relativa ai figli lasciati spesso soli o con altri (in cui si collocano comunque in una situazione media rispetto agli altri stranieri, fra i quali invece hanno più sofferto i latinoamericani) e all'aver dovuto rinunciare al lavoro per seguire i figli (in questo secondo caso la quota di difficoltà maggiore risulta tra gli asiatici).

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