Venerdì, 5 Marzo 2021

Il Popolo delle Mamme: "La temperatura ai nostri figli prima della scuola? Non la misureremo mai"

La portavoce dei negazionisti Tiziana Coppola annuncia il boicottaggio delle regole del ministero

Tiziana Coppola, portavoce del Popolo delle Mamme, una delle associazioni che hanno organizzato la manifestazione dei negazionisti del coronavirus a Roma la scorsa settimana,  annuncia oggi in un'intervista rilasciata alla Stampa che non ha intenzione di misurare la temperatura ai figli prima di andare a scuola. «Noi la febbre ai nostri figli prima dell’ingresso a scuola non la misureremo mai. Mancano i presupposti scientifici, non ci sono le basi per questi allarmismi. Anche la proroga dello stato di emergenza non ha alcun senso di esistere», dice la Coppola.

Il Popolo delle Mamme: "La temperatura ai nostri figli prima della scuola? Non la misureremo mai"

Coppola, che è addetta alla qualità in un'azienda alimentare, parla mentre i dati del ministero dicono che ci 13mila nuovi positivi scoperti con i test sierologici tra personale docente e non docente (e lo screening ha riguardato solo la metà scarsa degli assunti) e il professor Andrea Crisanti critica la scelta del governo di lasciare la questione sulle spalle delle famiglie: "La misurazione della temperatura è una cosa seria, non può essere delegata a otto milioni di famiglie. C’è chi la misura sulla fronte, chi nell’orecchio, chi sulla lingua, chi sotto l’ascella e per di più con termometri diversi. E poi c’è una questione di coerenza: se si tratta di una misura decisiva per la sorveglianza epidemiologica allora deve farla lo Stato, non i singoli cittadini in un caotico fai-da-te. Oltre al fatto che la soglia per assentarsi dalle lezioni andrebbe abbassata a 37 gradi: per i ragazzi e i bambini, che si ammalano meno, fissarla a 37.5 non è adeguato". 

Intanto la Regione Piemonte ha deciso ieri con un'ordinanza del presidente Alberto Cirio di imporre alle scuole di misurare la temperatura e alle famiglie di auto-certificare l'avvenuta rilevazione a casa. La ministra dell'Istruzione non esclude l'impugnazione: "Credo non si possa quattro giorni prima della riapertura della scuola cambiare le regole come se fosse un gioco. Ci vuole rispetto e fiducia per i cittadini piemontesi, per le famiglie e i dirigenti scolastici, che hanno fatto.un lavoro eccezionale" .

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