Martedì, 28 Settembre 2021
Scuola

L'idea di Salvini sul grembiule obbligatorio a scuola che mette (quasi) tutti d'accordo

L'ultima uscita del ministro dell'Interno - che auspica il ritorno del grembiule "almeno alle scuole elementari" come "occasione di parità" - ha riportato in auge il dibattito sull'obbligatorietà della divisa 

Da giorni tiene banco la proposta avanzata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini di tornare ad usare il grembiule a scuola non più su base volontaria ma per obbligo. Per Salvini, ospite da Tg2Italia, "almeno alle scuole elementari, rimettere il grembiule farebbe bene ai bambini ed eviterebbe simboli di diversità. Rimetterlo sarebbe infatti un'occasione di parità" e si eviterebbero differenze sociali tra chi indossa "felpe da 400 euro" e chi invece "golfini da 20 euro". 

A differenza di altre uscite del ministro dell'Interno, quest'ultima sembra essere stata accolta senza particolari polemiche, ad eccezione della replica arrivata dal presidente dell'Associazione nazionale presidi del Lazio, Mario Rusconi, il quale ha ribadito che non c'è "nessuna preclusione ideologica per il grembiule delle scuole materne ed elementari" e che i dirigenti sono anzi "favorevoli alla divisa o alle tute per le medie e superiori, purché la cosa non venga normata da una legge ma sia presa  come decisione dal Consiglio d'istituto, sentiti i genitori, e dal collegio dei docenti così come sancisce l'autonomia scolastica. E nei fatti è già così". 

A scuola in grembiule, dalla Gelmini a Salvini

Sul tema si era già espresso a novembre il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, che si era detto favorevole alle iniziative di alcuni istituti che avevano deciso di far indossare la divisa tramite un regolamento interno. Qualche mese prima, a settembre, il titolare del dicastero di viale Trastevere aveva affermato: "Personalmente sono per il grembiule fino alle medie, semplificherebbe un certo tipo di relazioni". 

E il ritorno del grembiule non è cosa particolarmente nuova, visto che già nel 2008 l'allora ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini si dichiarava favorevole alla reintroduzione del grembiule come "elemento di ordine, uguaglianza e decoro" e si contano almeno due proposte di legge nel 2011 (una del Pdl e una dell'Udc) per avere anche in Italia una divisa per studenti sul modello di quanto avviene in altri paesi del mondo. Per entrambe le proposte di legge la cifra destinata all'epoca alla copertua delle spese per l'introduzione della divisa scolastica obbligatoria fu stimata in 15 milioni l'anno. 

All'epoca della Gelmini, come ricorda il portale TuttoScuola, l'idea del grembiule obbligatorio fu contestata dall'opposizione, secondo cui le priorità della scuola italiana erano altre. 

I problemi sono altri?

Stavolta invece l'input salviano è stato accolto bene ad esempio dal sindaco di Bergamo Giorgio Gori, eletto a capo di una coalizione di centro-sinistra. "Non mi capita spesso d'essere d'accordo con Salvini, per cui lo segnalo. Penso anch'io che sarebbe giusto reintrodurre il grembiule nella scuola dell'obbligo. Per la moda c'è tempo, e così per l'abito 'espressione della personalità'. Meglio un po' di sana uguaglianza", ha twittato. Tra le risposte al tweet del primo cittadino, accanto ai commenti di chi ritiene il ritorno del grembiule cosa buona e giusta, ci sono anche quelli di chi fa notare ancora una volta che le priorità della scuola sono altre e che un dibattito su questo tema non è altro che la solita, propagandistica arma di distrazione di massa. 

"I problemi della scuola sono ben altri", dice a Today Pietro Bertino, professore di storia e geografia presso l'Istituto Comprensivo Cornigliano di Genova, ex attivista di Libera e promotore con l'associazione di diversi progetti scolastici. "Mancanza di strutture, edifici non in sicurezza, precariato storico, bassi stipendi di docenti e personale Ata, diseguaglianza tra Nord e Sud e scuole dei quartieri alti e delle periferie all'interno delle stesse città, conflittulità con le famiglie, organizzazione della scuola che non tiene conto dei cambiamenti della società e resta sostanzialmente classista, una scuola che favorisce chi è già avvantaggiato e non colma le distante, una scuola sempre più distante da quella della Costituzione. Quella del grembiule è una facciata: le disuglianze si eliminano con altri mezzi, non facendo finta che tutti siano uguali. Il fatto che venga da un ministro con posizioni chiaramente razziste, la rende involontariamente ironica". 

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