Giovedì, 29 Luglio 2021
Scuola

Lavoro certo e ben pagato per le lauree in ambito sanitario e ingegneristico

Il diciannovesimo Rapporto AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati fornisce una guida utile per chi sia alle prese con la scelta del percorso di studi universitario e col problema dello scarso raccordo tra formazione e lavoro che viene da più parti indicato come una delle cause dell’alto livello di disoccupazione giovanile. Ecco cosa emerge dal Rapporto, che ha coinvolto oltre 75 mila laureati magistrali biennali del 2011 a 5 anni dal conseguimento del titolo.

I laureati in ambito sanitario e ingegneristico sono quelli più appetibili dal mondo del lavoro: il loro tasso di occupazione a 5 anni dalla laurea è superiore al 90%. Alle loro spalle, seguono i laureati dei gruppi economico-statistico (89%), scientifico (88%), chimico e architettura (86%, per entrambi). Di poco inferiori alla media sono, invece, gli occupati degli ambiti disciplinari linguistico e politico-sociale, agraria, educazione fisica (tutti intorno all'82%).

I laureati in ambito sanitario e ingegneristico guadagnano meglio: rispettivamente 1.509 e 1.717 euro. Retribuzioni superiori alla media si registrano anche per chi ha fatto studi economico-statistici, chimico -scientifici (i guadagni sono superiori ai 1.500 euro) mentre si fermano sotto i 1.200 euro mensili i laureati dei gruppi psicologico, letterario e insegnamento. Anche le retribuzioni dei laureati dei percorsi di educazione fisica e giuridico registrano valori nettamente inferiori alla media.

Il tasso di disoccupazione è alto per laureati in ambito letterario (15%), giuridico e geobiologico (14%, per entrambi), insegnamento (13%), psicologico, politico-sociale e agraria (11% in tutti e 3 i casi).

Quattro università italiane figurano tra le 200 migliori al mondo: Politecnico di Milano, Università di Bologna, Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e Scuola Normale Superiore di Pisa. Secondo una classifica redatta dal Censis guardando solo al panorama italiano, Bologna primeggia tra le università statali classificate come «mega», Perugia tra le «grandi», Siena tra le «medie» e Camerino tra le «piccole». La Sapienza di Roma si posiziona al quarto posto degli istituti «mega», Tor Vergata e Roma Tre al decimo e tredicesimo posto tra gli atenei «grandi».

Asso di denari, il blog di Carlo Sala

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