Mercoledì, 3 Marzo 2021
Gorizia

Bambini stranieri esclusi dalla scuola materna: "Per loro non c'è posto"

Due scuole di Monfalcone hanno siglato una convenzione con il Comune, che fissa un tetto massimo per la presenza di stranieri, per contrastare il fenomeno delle "classi ghetto"

A Monfalcone, in provincia di Gorizia, 60 bimbi stranieri sono stati esclusi dalla scuola materna. Due istituti comprensivi della città - l’Ezio Giacich e il G. Randaccio - hanno siglato una convenzione con il Comune, che fissa un tetto massimo per la presenza di bambini stranieri, per contrastare il fenomeno delle "classi ghetto". Il tetto è del 45% di extracomunitari nelle classi. 

"No classi ghetto"

La decisione sta facendo discutere, perché in una cittadina ad alta densità di presenza straniera, il no alle cosiddette "classi ghetto" rischia di lasciare fuori dalle scuole per l'infanzia  una sessantina di bambini.

Esposto in procura

La Flc Cgil regionale si è già attivata per contrastare questo tetto. Il segretario regionale del sindacato, Adriano Zonta, ha annunciato un esposto in Procura, al Garante dei minori e all'Ufficio nazionale per la tutela dei minori; secondo lui "lo Stato deve fornire l'istruzione a tutti, senza distinzioni. Non ci sono vincoli e non li può creare il sindaco".  

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Dal canto suo il primo cittadino monfalconese, Annamaria Cisint, assicura che non intende creare discriminazioni, muovendosi per fornire alle famiglie dei bambini che rimarrebbero fuori dalle scuole della città dei cantieri gli scuolabus per arrivare negli istituti dei Comuni limitrofi, anche se le sue richieste di collaborazione a sindaci e dirigenti scolastici, secondo la stessa Cisint, non avrebbero avuto risposta.

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Secondo il segretario regionale della Uil scuola, Ugo Previti, "è giusto evitare le classi ghetto ma la scuola italiana ha dimostrato di sapere fare integrazione senza leggi e propaganda. Le quote non sono di per sé negative, purché non siano prescrittive ma propositive e lascino all'autonomia della comunità scolastica le  scelte necessarie all'integrazione".

"Una cosa vergognosa"

A Radio Popolare Cristiana Morsolin, consigliere comunale della lista civica La sinistra per Monfalcone, esprime tutto il suo dissenso per la scelta: "Credo che questa sia una cosa vergognosa. Se andiamo anche a vedere i bambini che sono rimasti fuori, hanno tutti nomi bengalesi. È stata fatta una scelta in base ad un criterio che non abbiamo capito. Questo è molto grave. Spero, siccome la CGIL ha annunciato un ricorso e anche noi faremo delle azioni con il Garante regionale dell’Infanzia, che si ritorni immediatamente indietro, anche perchè i posti per questi bambini che vivono a Monfalcone ci sono e non si deve fare campagna elettorale e speculare sui bambini che vivono nella nostra città".

Salvini: "Bravo sindaco"

Interviene sulla vicenda anche Matteo Salvini: "Bravo il sindaco (leghista) di Monfalcone, occorre rispettare un limite massimo di bimbi stranieri per classe". 

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