Lunedì, 18 Ottobre 2021
Scuola Milano

Statale di Milano, bocciato il numero chiuso per le facoltà umanistiche: annullati i test

Lo ha deciso il Tar. La decisione dovrebbe garantire l'iscrizione (con riserva)

Niente numero chiuso per le facoltà umanistiche della Statale di Milano: lo ha deciso il Tar del Lazio che ha bocciato il provvedimento del Senato Accademico. Il tribunale amministrativo ha accolto il ricorso portato avanti dall'associazione studentesca Udu che chiedeva fossero sospesi i test d'ingresso per i corsi di laurea in Lettere, Filosofia, Beni Culturali, Geografia e Storia.

L'ordinanza è stata pubblica nella giornata di giovedì 31 agosto e recita "Ritenuto (...) che il ricorso evidenzi sufficienti profili di fondatezza il Tar (...) sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati".

Università Statale di Milano: annullati i test

Visti i precedenti che hanno riguardato i ricorsi per le prove di Medicina dovrebbe essere garantita l'iscrizione (con riserva) al corso di laurea, tutto a prescindere dai tetti previsti dall'ateneo. Tradotto? La formula di selezione prevista con il test è stata annullata. Con la sentenza è stata respinta la volontà del Senato Accademico che lo scorso maggio aveva votato per l'introduzione del numero chiuso nelle facoltà umanistiche. Via Festa del Perdono (sede dell'ateneo) si era spaccato tra favorevoli e contrari, con il rettore Gianluca Vago che sostenava la via del numero chiuso come strumento per ridurre abbandoni e stimolare gli studenti più motivati. Oltre a parte degli studenti, diversi professori si erano schierati contro il provvedimento organizzando anche lezioni di protesta all'aperto.

Se il numero chiuso fosse entrato in vigore, secondo alcuni calcoli, circa mille studenti sarebbero rimasti esclusi dai corsi di laurea dall'ateneo. Esultano i ricorrenti, anche dopo le tensioni degli scorsi mesi: "Avevamo denunciato sin da subito come la delibera adottata dagli organi accademici contenesse vizi formali e sostanziali, mancando di fatto sia una maggioranza vera che il rispetto della normativa nazionale, prima su tutte la legge 264/99", ha detto l'avvocato Michele Bonetti. "Avevamo denunciato come la sordità dimostrata da chi doveva rappresentare tutta la comunità accademica aveva segnato un pericoloso precedente, oltre che un danno per il diritto allo studio di migliaia di studenti che volevano scegliere liberamente il corso del loro futuro. Ora che il Tar del Lazio ci ha dato ragione - è la conclusione del legale che ha portato avanti la battaglia dei ragazzi - possiamo dirci estremamente soddisfatti per una vittoria storica che ha riflessi nell'immediato sul futuro di tutti coloro che avrebbero dovuto sostenere il test nei prossimi giorni e sulle decisioni presenti e future prese da quegli atenei che hanno introdotto programmazioni dell'accesso illecite".
 

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