Scuola tra test, mascherine, gel e nuovi banchi: il punto della situazione a un mese al ritorno in classe

Azzolina: "Se nelle aule si riesce a mantenere un metro di distanza, una volta seduto al banco lo studente può abbassare la mascherina"

Come sarà il ritorno a scuola? Già definiti 11 contratti di affidamento ad aziende e raggruppamenti di imprese, per la maggior parte italiane, per la fornitura di banchi singoli tradizionali e di nuova generazione, dopo il bando di gara indetto dal commissario Domenico Arcuri. La fornitura è di circa 2,5 milioni banchi in vista dell'inizio dell'anno scolastico: la consegna è prevista entro il 12 settembre. Al bando avevano partecipato 14 aziende. I nuovi banchi saranno consegnati a partire dai primi giorni di settembre e fino al mese di ottobre la distribuzione dei banchi nelle scuole avverrà secondo una programmazione nazionale e una tempistica che terrà conto delle effettive priorità scolastiche e sanitarie dei vari territori. Il tempo è poco, manca un mese al ritorno in classe in molte regioni italiane. 

"Parliamo di otto milioni e mezzo di studenti e più di 40 mila plessi. Stiamo facendo lavori di edilizia scolastica per ampliare le aule e rendere agibili quelle che non lo erano. Musei e pinacoteche saranno utilizzati e l'obiettivo è raggiungere con gli enti locali il cento per cento di distanziamento di un metro, come prescritto dal Cts" dice la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina in un'intervista al 'Corriere della Sera'. I banchi ''arriveranno anche a settembre - spiega - E io penso che comprare 2,4 milioni di banchi sia un risultato enorme''. "Si era parlato solo di asta deserta - aggiunge - Con onestà intellettuale bisogna riconoscere che l'investimento sui banchi resterà per decenni". Secondo l'infettivologo Galli servono medici per misurare la febbre e presidi sanitari e non banchi. "Io ascolto i dirigenti scolastici, che hanno fatto richiesta perché abbiamo i banchi di non so che epoca - dice - E comunque, come è scritto nelle linee guida, ci saranno dipartimenti di prevenzione territoriale a cui i dirigenti faranno riferimento. Con l'Istituto superiore di sanità e la Salute pubblicheremo un documento su cosa si deve fare se in una classe c'è un caso, oppure un sospetto positivo".

Quando andrà indossata la mascherine nelle scuole? "Il Cts mi ha appena dato conferma che va indossata nelle situazioni di movimento - sottolinea il ministro - Ma se nelle aule si riesce a mantenere un metro di distanza, una volta seduto al banco lo studente può abbassare la mascherina". "No, non attribuiamo responsabilità agli insegnanti. Le mascherine ci saranno sempre, le scuole ne avranno 11 milioni al giorno - conclude - Abbiamo messo su una macchina poderosa che permetterà al commissario Arcuri di erogare fino a 50mila litri al giorno di gel igienizzante al giorno, altra cosa fondamentale. È un miracolo, nessun Paese europeo sta facendo quel che stiamo facendo noi".

Sindacato Gilda: "Ci sono ritardi"

"Nel caldo ferragostano il personale delle oltre 8.000 scuole italiane è alle prese con le attività necessarie a far tornare in presenza e in sicurezza le studentesse e gli studenti in tutte le Istituzioni scolastiche dal mese di settembre" E' quanto afferma la Gilda degli insegnanti sottolineando che "le difficoltà maggiori le scuole le stanno incontrando nel reperimento degli spazi che dovranno garantire il distanziamento e quindi la riduzione del numero di alunni per classe". "Purtroppo - evidenzia il sindacato - nonostante le precoci dichiarazioni della ministra, che già il 26 giugno annunciava nel ''Piano scuola 2020/2021'' la predisposizione di ''un cruscotto informativo'' che ''consentirà di poter definire il distanziamento e di rendere evidente i casi in cui gli spazi non risultino sufficienti'' ad oggi, quando mancano 15 giorni alla ripresa delle attività didattiche, non abbiamo alcuna evidenza pubblica del famoso ''Cruscotto'' e dei dati che alle scuole servirebbero per definire le misure di sicurezza".

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"Al contrario registriamo - afferma Rino Di Meglio coordinatore della Gilda degli Insegnanti - che le scuole e gli Enti locali stanno procedendo in modo del tutto autonomo e lamentano i ritardi del ministero".La Gilda ritiene "che reperire gli spazi per contenere il numero degli alunni per classe sia assolutamente necessario se non si vuole ricorrere alla Didattica dell'emergenza, integrata o mista che dir si voglia". "Siamo molto preoccupati - continua Di Meglio - da quanto emerge dagli atti ufficiali del ministero dell'istruzione dai quali risulta chiaro che le preoccupazioni dell'Amministrazione siano orientate alle scuole dell'infanzia e primaria, soprattutto per soddisfare le richieste dei genitori dei più piccoli, perché rivelano una concezione della scuola non come luogo di sapere, ma come centro di accoglienza e assistenza". "La ripresa delle lezioni in presenza - conclude la Gilda - dovrebbe essere garantita in tutti gli ordini di scuola e a tutte le studentesse e gli studenti senza alcuna ipotesi di didattica a distanza o mista, tranne che nel caso di un nuovo, non augurabile, lockdown".

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