Positivo al coronavirus a scuola, chi resta a casa? Il chiarimento

L'immunologa Antonella Viola ha fatto chiarezza su uno dei quesiti più diffusi tra i genitori. Intanto Zaia propone un tampone rapido per lo screening scolastico

Foto di repertorio

La scuola è ricominciata tra molte incertezze, soprattutto per i numerosi casi di alunni risultati positivi, tra istituti chiusi e classi in quarantena. Una domanda su tutte alberga nella testa dei genitori in questo anno scolastico di convivenza con il Covid 19: chi deve restare a casa da scuola nel caso di positività di uno studente? 

Coronavirus a scuola, chi deve restare a casa?

A fare chiarezza sull'argomento ci ha pensato Antonella Viola, immunologa dell'università di Padova: "Devono stare in isolamento, in attesa del tampone - spiega - i contatti stretti di un positivo e non i contatti stretti dei contatti stretti. Quindi, se la classe viene messa in quarantena perché un bambino è positivo (non deve accadere per forza, è decisione della Asl), i fratelli dei ragazzi in quarantena possono andare a scuola. Tutti, tranne gli eventuali fratelli del positivo".

 "L'isolamento dei contatti stretti - ricorda l'esperta - scatta ovviamente quando si è accertata la positività: se decido di tenere a casa un bambino perché ha sintomi tipo raffreddore, non devo tenere a casa anche i fratelli. Una volta fatto il tampone, se il bambino dovesse malauguratamente risultare positivo, allora dovranno restare a casa anche i fratelli perché contatti stretti di un positivo".

Scuola, Zaia propone il tampone rapido

Intanto il governatore Luca Zaia, ha annunciato durante la conferenza stampa quotidiana il suo piano: "Per ora nelle scuole venete un'emergenza sanitaria per Covid non c'è, ma sulla prevenzione e la gestione dei casi si può essere più performanti in sole tre mosse, che abbiamo proposto al ministero della Salute". 

"Proponiamo - ha spiegato il presidente della Regione Veneto - l'utilizzo del tampone rapido come strumento dello screening scolastico, la cui sperimentazione ha dato risultati equiparabili a quelli del tampone molecolare; l'effettuazione del tampone rapido antigenico a tutta la classe ove si sia riscontrata una positività, e la permanenza a scuola del resto della classe con un secondo tampone rapido di verifica dopo una settimana; l'assegnazione ai pediatri e ai medici di famiglia della facoltà di decidere se prescrivere o no il tampone ai loro assistiti, che ben conoscono, e che presentino dei sintomi. In questo modo saremo più performanti nei tempi di risposta senza diminuire l'attendibilità dei test e risolveremmo molti problemi che stanno incontrando le famiglie".

La svolta è motivata anche dal monitoraggio e dalla sorveglianza, da parte dei Servizi di Igiene e Sanità pubblica, della situazione epidemiologica legata alla diffusione delle positività a Covid-19. Al 28 settembre sono 90 le realtà scolastiche venete con almeno un caso attualmente positivo rilevato in una classe/sezione. In quasi la totalità delle situazioni il caso individuato è l'unico positivo (solo in 3 casi sono stati registrati casi secondari nella stessa scuola tra loro correlati). Nella maggior parte degli eventi il caso è stato uno studente/alunno (85%) e solo in una minima parte si trattava di un operatore (docente o non docente). Tutti i soggetti ad oggi risultati positivi hanno presentato sintomatologia lieve o sono addirittura asintomatici (sottoposti a test perchè contatti di caso confermato), ha spiegato Zaia.

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"Il contact tracing approfondito che abbiamo fatto finora - ha aggiunto il governatore - dimostra tra l'altro come il virus non possa definirsi scolastico, perché risulta contratto in ambienti famigliari e sociali e poi portato a scuola". Nelle 90 scuole venete con almeno un caso, su un totale di 707.814 frequentanti si registrano a oggi 85 positivi, pari allo 0,01%. I bambini in quarantena preventiva perché legati alle positività sono in tutto 970, pari allo 0,14%. Sui 95.786 operatori totali, 120 sono in quarantena preventiva, pari allo 0,13%.

Coronavirus, il bollettino di oggi lunedì 28 settembre: 1.494 nuovi casi e 16 morti, la mappa dei nuovi focolai 

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