Venerdì, 5 Marzo 2021

I ribelli della Dad: se studenti e prof fanno lezione davanti alle scuole chiuse

Da Torino a Firenze: il movimento di "School for future" si allarga e sempre più docenti scendono in strada con i ragazzi. "La didattica a distanza non è scuola"

La scritta ' NO DAD' formata con banchi scolastici e sedie in piazza del Plebiscito durante la protesta di genitori ed insegnanti contro la didattica a distanza a Napoli, 13 novembre 2020. ANSA / CIRO FUSCO

All'inizio erano solo in due, ma con il passare dei giorni il loro esempio “ha fatto scuola”. Loro sono i ribelli della Dad, i ragazzi e le ragazze che un po’ in tutta Italia stanno protestando contro la didattica a distanza. Il movimento (ribatezzato poi “school for future”) è partito da Torino grazie alla tenacia di due ragazze Anita e Lisa, che hanno iniziato a seguire le lezioni on line davanti alla scuola media Calvino dell'Istituto scolastico Tommaseo.

Un bel giorno le due studentesse hanno montato i loro due banchi davanti all’ingresso, hanno tirato fuori i libri e il tablet e si sono collegate virtualmente con le loro compagne e insegnanti. E così per tutti i giorni a seguire. La loro perserveranza ha colpito la ministra Azzolina che ha telefonato alla madre di Anita per complimentarsi direttamente con le due bambine. “Anita non demorde. Ha detto che verrà sempre qui. Anita ha detto alla ministra che la scuola è un posto sicuro, che stanno distanziati, con le mascherine e che si igienizzano le mani in continuazione”, aveva fatto sapere la madre della 12enne. Oggi a protestare non ci sono solo Anita e Lisa. 

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Così dilaga la protesta contro la Dad

Anche Alessandro Del Giglio, rappresentante d'Istituto del Liceo Gioberti, da quando le scuole superiori sono state chiuse ha cominciato a seguire lezione a distanza dai gradini dell'istituto superiore che frequenta.

Con il passare dei giorni i ragazzi che hanno seguito il suo esempio sono aumentati tanto che lo scorso venerdì erano giù una decina. "Siamo delusi dal comportamento del Governo, del ministero dell'Istruzione e dei Trasporti” racconta Alessandro a TorinoToday. “Questa estate è stato fatto poco o niente. Secondo noi si sarebbero potute fare tante cose tra cui quel che avevano promesso come gli interventi di piccola edilizia, il cambio degli infissi all'interno delle classi, nei bagni. Noi in succursale abbiamo dei piani con due bagni per 180 studentesse". 

Ma le lezioni all’aperto dilagano ormai in tutta Italia. A Napoli, dove le scuole sono chiuse dal 16 ottobre dopo l’ordinanza di De Luca, giorni fa c’è stata una protesta di un gruppo di bambini accompagnati da mamme e papà contro la Didattica a distanza. Piazza del Plebiscito, a Napoli, è diventata un'aula all'aperto e anche in questo caso i bambini hanno iniziato a studiare all’aperto. 

protesta dad ansa napoli-2

Anche Cecilia, 14 anni, studentessa del Liceo Petrarca di Trieste, ha iniziato seguire le lezioni online sui gradini dell'Istituto. “Non nego l’emergenza, ma voglio tornare con i miei compagni sui banchi” ha detto a Rainews spiegando che la priorità è quella di “potenziare il sistema dei trasporti”. 

Gli insegnanti al fianco degli studenti

Accade sempre più spesso però che davanti alle scuole gli studenti non siano soli e che a dar loro manforte ci siano gli stessi insegnanti. Molto attivo in questo senso il movimento “Priorità alla scuola”. Oggi a Firenze Maria Angela Vitali ha spiegato ai suoi alunni "il contributo alla fisica di Stefan Boltzmann a cavallo tra '800 e '900". Un’ora di lezione all’aperto, anche se c’è la Dad. A Faenza la professoressa Gloria Ghetti ha tenuto invece una lezione di storia per gli studenti Liceo Torricelli Ballardini. 

Anche Sara Masoero, docente di Storia dell’arte del liceo Peano-Pellico di Cuneo, ha deciso di non rassegnarsi alla Dad. “Insegnerò qui all’aperto, a oltranza – ha raccontato a “La Stampa” - , finché le scuole riapriranno. La didattica a distanza? Va bene per periodi brevi, in emergenza. La scelta del Governo di chiudere i luoghi di diffusione della cultura come scuole, teatri o musei è criminale, vergognosa, sbagliata”. 

Da Milano. Le lezioni all’aperto, come ogni domenica pomeriggio. #prioritàallascuola #lascuolanonsichiude

Pubblicato da Priorità alla Scuola su Domenica 15 novembre 2020
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