Giovedì, 29 Ottobre 2020
Scuola

Scuola, torna il "quaderno sospeso": un modo semplice per aiutare le famiglie in difficoltà

Si avvicina l'inizio del nuovo anno scolastico: un momento di gioia per tanti bambini, ma anche (impossibile negarlo) un momento complicato dal punto di vista economico per molte famiglie: bella iniziativa a Lonate Pozzolo. E chissà che altri Comuni non decidano di imitare l'esempio

Si avvicina l'inizio del nuovo anno scolastico: un momento di gioia per tanti bambini, ma anche (impossibile negarlo) un momento complicato dal punto di vista economico per molte famiglie. Tra libri e materiale scolastico di ogni tipo, l'impatto è di centinaia di euro per le famiglie. E per quelle che hanno più giovanissimi in età scolastica, il peso è notevole.

Bello quindi segnalare quanto succede in un paesino del Varesotto, Lonate Pozzolo. Considerata la positiva esperienza dello scorso Anno Scolastico, l’Assessorato alle Politiche Sociali in collaborazione con le Cartolerie lonatesi e con l’Associazione “Kay La” Onlus di Lonate Pozzolo, ripropone il Progetto “quaderno sospeso”, una iniziativa volta a sostenere tutte quelle famiglie che si trovano in difficoltà ad acquistare il materiale scolastico per i propri figli.

Quaderno sospeso, l'iniziativa di Lonate Pozzolo (Varese)

Di che cosa si tratta? Semplice, il progetto “quaderno sospeso” consiste nella possibilità di poter acquistare e lasciare un buono spesa di modesta entità (1, 2, 5, 10 euro) presso le cartolerie locali aderenti, da destinare a chi è in difficoltà con l`acquisto del materiale scolastico. Periodicamente i volontari dell’Associazione “Kay La” ritireranno i buoni che poi saranno distribuiti tra i nuclei familiari in stato di bisogno con figli in età scolare, che potranno spendere la somma donata presso il negozio in cui il buono è stato rilasciato.

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L’Ufficio Servizi Sociali comunale è a disposizione per fornire a chi fosse interessato tutte le informazioni dettagliate. Lo scorso anno vennero raccolti 500 euro già nelle primissime settimane e sono state aiutate concretamente una dozzina di famiglie. E chissà che altri Comuni non decidano di imitare l'esempio: le reti della soldarietà sono più forti e attive che mai tra i cittadini.

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