Sabato, 8 Maggio 2021
Riaperture dopo Pasqua

“La scuola è un punto di contagio limitato solo con altre restrizioni”

Le parole del premier Draghi, annunciando le misure dal 7 aprile, con la riapertura delle scuole in presenza fino alla prima media anche in zona rossa. Il ministro Speranza: “Possiamo consentirci in un quadro prudenziale una scelta di apertura della scuola”

Sì alla “riapertura delle scuole fino alla prima media” anche in zona rossa. Questo l’annuncio del presidente del Consiglio Mario Draghi nella conferenza stampa al termine della cabina di regia con i ministri sul decreto Covid con le misure dal 7 aprile. La decisione di far tornare in classe i bambini delle scuole d’infanzia, primarie e prima media dopo Pasqua era già filtrata in mattinata, poi la conferma di Draghi. 

"La scuola è un punto di contagio limitato solo in presenza di altre restrizioni”, ha detto il premier in conferenza stampa. “Ciò che è fonte di contagio è tutto ciò che avviene attorno alla scuola, quindi più si alza l'attività scolastica più aumentano le possibilità di contagio".

La riapertura delle scuole fino alla prima media in zona rossa

In merito alla decisione sulla riapertura dopo Pasqua, Draghi ha detto che “in alcuni casi sarà possibile fare dei test anti-Covid”. “Il ministro dell'Istruzione Bianchi sta lavorando affinché la riapertura avvenga in maniera ordinata”, ha spiegato il premier, per poi aggiungere: “Aprire ulteriormente aumenta le forme di contagio. La scuola fino alla prima media non è fonte di contagio, in misura limitata".

I dati in leggero calo impongono ancora la massima attenzione, ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo anche lui in conferenza stampa, “ma ci possiamo consentire una scelta che vuole dare un segnale a un pezzo strategico della nostra società. Abbiamo deciso in cabina di regia di spendere questo piccolissimo tesoretto che abbiamo sulla scuola”.  "Le misure ci hanno consentito di verificare i primissimi segnali di rallentamento del contagio. Oggi l'RT segna 1,08, la settimana passata 1,16 ed erano diverse settimane che cresceva. Il tasso di incidenza è sceso sotto i 250: c'è ancora una situazione delicata che va seguita con la massima attenzione ma possiamo consentirci in un quadro prudenziale una scelta di apertura della scuola”, ha detto Speranza. 

Miozzo: "Mai pensato a 8 milioni di test tutti i lunedì"

Nella conferenza stampa per illustrare le misure del decreto Draghi ha fatto riferimento alla possibilità di effettuare test per gli studenti, “ma parlare di azione globale mi sembra eccessivo”, ha aggiunto. Questa mattina Agostino Miozzo, ex coordinatore del Cts e ora consulente del ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi,ha definito “surreale e improbabile” l’ipotesi circolata di fare “otto milioni di test tutti i lunedì”. “Il piano Miozzo è una bellissima invenzione, io ho semplicemente raccontato al ministro Bianchi l'esperimento della Provincia Autonoma di Bolzano che prevede esattamente questa cosa qua”, ha spiegato il consulente del ministro durante un’intervista a Radio Anch’io. “Gli inglesi su raccomandazione di una rivista scientifica, che è Lancet, danno delle indicazioni di questo tipo, detto ciò si deve poi declinare sulla capacità che abbiamo di poter fare queste cose, il che non può essere il tampone tutti i lunedì”.

Quindi “il cosiddetto 'piano Miozzo' significa semplicemente studiare delle ipotesi, l'obiettivo è quello che ha rappresentato il presidente Draghi, cioè quello di cercare di riaprire - ha sottolineato - Poi se si può riaprire, campionando in zone particolarmente a rischio, questo si tratta di studiarlo. Il commissario Figliuolo è assolutamente disponibile a studiare ipotesi che vadano in questo senso, certamente non siamo matti abbastanza per immaginare una cosa del genere, pensi che Lancet propone due test a settimana”. “La verità è anche che dobbiamo far ritornare in vigore tutte quelle indicazioni e procedure di riduzione del rischio perché bisogna rivitalizzare questi aspetti, immaginare la movimentazione dei ragazzi nel modo migliore possibile e poi vediamo'', ha aggiunto. ‘”I ragazzi che faranno la maturità negli ultimi due anni sono andati a scuola in alcune regioni per tre settimane. I reparti di neuropsichiatria infantile sono strapieni''.

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