Sabato, 15 Maggio 2021

Scuola, oggi in Germania si torna in classe: studenti divisi in gruppi e mascherine (ma non sempre)

Decine di migliaia di studenti tornano oggi in classe intanto nel nord della Germania. Per limitare il rischio di contagio, gli studenti sono stati divisi in gruppi che non si mischieranno

La riapertura delle scuole a settembre è un tema caldo in Italia. Decine di migliaia di studenti tornano oggi in classe intanto nel nord della Germania, con la riapertura delle scuole nel Meclemburgo-Pomerania, il primo dei 16 lander tedeschi nel quale sono terminate le vacanze estive. E' la prima volta che gli oltre 152mila studenti del land rientrano nelle aule, dopo lo stop imposto a metà marzo a causa della pandemia. Come si sono organizzati? Per limitare il rischio di contagio, gli studenti sono stati divisi in gruppi che non si mischieranno, sebbene all'interno dei vari gruppi non dovranno essere implementate le norme di distanziamento sociale, con l'obbligo però di indossare le mascherine nelle aree comuni degli istituti. Oggi ripartono le scuole anche in molte delle isole dello Schleswig-Holstein, il più settentrionale dei lander tedeschi, mentre ad Amburgo le aule riapriranno giovedì. La prossima settimana saranno invece gli studenti di Berlino e del Brandeburgo a tornare in classe, insieme a quelli del Nord Reno Westfalia.

Ma torniamo in Italia. Ci sono ancora tanti punti di domanda a proposito del ritorno in classe. "Abbiamo presentato al Presidente del Consiglio Conte insieme ad una quindicina di parlamentari, un appello perché emetta con urgenza un decreto legge per la riapertura delle scuole". Lo afferma in una nota Lorenzo Fioramonti (Misto), già Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. "Abbiamo ascoltato associazioni di studenti, genitori, tutti i sindacati e tanti pedagogisti, che convengono sul fatto che le misure adottate finora siano insufficienti per garantire una riapertura non solo in sicurezza, ma che salvaguardi il diritto costituzionale all'istruzione".

Non è un segreto che i tempi siano molto stretti. "Il tempo sta scadendo e ci spinge a rivolgerci direttamente al Consiglio dei Ministri, affinché valuti la possibilità di emettere con urgenza un decreto legge sull'avvio dell'anno scolastico che includa una revisione delle norme sul dimensionamento per consentire classi più piccole e scuole di prossimità distribuite su tutti i territori, l'immissione in ruolo il prima possibile di docenti precari e personale amministrativo, con particolare attenzione agli insegnanti specializzati sul sostegno, ed una revisione della responsabilità penale dei dirigenti scolastici, soprattutto alla luce dei rischi posti dal COVID-19". "Infine, chiediamo che il provvedimento preveda l'insediamento di un Collegio per i Bisogni Educativi, che affianchi il Comitato Tecnico Scientifico nelle tematiche relative alla sicurezza scolastica, perché la Scuola svolge prima di tutto un fondamentale ruolo pedagogico ed emancipativo che non può essere gestito solo attraverso considerazioni tecniche sui rischi epidemiologici"."È necessario che la Scuola torni realmente al centro dell'interesse governativo - conclude infine l'ex Ministro-, con stanziamenti cospicui in spesa corrente da apportare quanto prima e con misure indispensabili alla ripartenza della formazione delle giovani generazioni".

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