Martedì, 22 Giugno 2021
Scuola

Perché la scuola rischia la chiusura fino al 18 gennaio

Proteste di studenti, genitori e docenti. Ma i numeri del contagio non sono buoni, e il ritorno sui banchi potrebbe slittare ulteriormente. Nel corso del weekend l'esecutivo potrebbe decidere di uniformare le divergenze e i punti di domanda

Ma quando si torna a scuola? La didattica a distanza rischia di essere la fedele compagna di molti giovani delle scuole superiori ancora per u po'. Ieri gli studenti di licei ed istituto superiori italiani hanno alzato la voce con varie iniziative  per chiedere al governo nazionali certezze e chiarezza in merito all'anno scolastico in corso e per esprimere spesso una contrarietà alle recenti scelte. La Dad viene coinsiderata da molti un palliativo che non può soddisfare le esigenze di apprendimento e crescita culturale. Ma i numeri del contagio non sono buoni, e il ritorno sui banchi potrebbe slittare ulteriormente. I presidi faticano a immaginare orari in cui tutto si incastri, mettendo assieme esigenze didattiche, regole anti-contagio e buonsenso. Non è facile, e non saranno mesi facili nemmeno quelli prossimi venturi.

Scuola: il ritorno in classe il 18 gennaio 2021?

Ogni Regione fa di testa sua. La Lombardia stoppa il ritorno sui banchi per licei, tecnici e professionali fino al 24 gennaio. La Sicilia valuta seriamente di chiudere le superiori fino alla fine del mese, come già deciso per Veneto, Friuli e Marche: spetterebbe ai sindaci la valutazione finale. Prudenza nel Lazio, dove paiono intenzionati a proseguire in Dad per un'altra settimana, fino al 18 gennaio. Anche Liguria e Abruzzo paiono quasi rassegnate ad adeguarsi a un nuovo ulteriore rinvio. Secondo i beninformati nel corso del weekend l'esecutivo potrebbe decidere di uniformare le divergenze e i punti di domanda dei territori, tagliando la testa al toro: stabilire quindi un’altra settimana di Didattica a distanza per tutte le superiori, con il ritorno a scuola per lunedì 18. Ma la situazione è fluida.  Sulla scuola "non possiamo permetterci un'altra falsa partenza sulla scuola, con un apri e chiudi che non fa bene né a studenti né ai dati sanitari" fa sapere il presidente della Lombardia Fontana. La pensano come lui in molti, se si guarda il calendario delle riaperture.

Scuola: quando si torna in classe regione per regione

Il Consiglio dei Ministri del 4 gennaio ha detto sì al rientro in presenza al 50% per le scuole secondarie di secondo grado dall'11 gennaio. Le Regioni decidono però in ordine sparso:

  • Abruzzo: possibile il rientro delle superiori in classe al 50% dall’11 gennaio
  • Basilicata: possibile il rientro delle superiori in classe al 50% dall’11 gennaio
  • Bolzano: in Alto Adige, dal 7 gennaio, gli studenti delle scuole superiori torneranno in presenza fino al 75%
  • Calabria: Superiori a distanza fino al 31 gennaio. Elementari e medie riaprono in presenza il 15 gennaio.
  • Campania: il ritorno in classe sarà a step per medie e superiori dal 25 gennaio in avanti. Da lunedì 11 gennaio in classe gli alunni della scuola dell’infanzia e delle prime due classi della scuola primaria.
  • Friuli Venezia Giulia: le scuole superiori in presenza solo dopo il 31 gennaio.
  • Lazio: si pensa a un rinvio al 18 gennaio per le superiori in presenza
  • Liguria: si pensa a un rinvio al 18 gennaio per le superiori in presenza
  • Lombardia: la Lombardia stoppa il ritorno sui banchi per licei, tecnici e professionali fino al 24 gennaio
  • Marche: scuola superiori in Dad al 100% fino a fine mese
  • Molise: niente lezioni in presenza fino al 17 gennaio per le scuole primarie e secondarie di primo grado; si pensa a un rinvio al 18 gennaio per le superiori in presenza.
  • Piemonte: a scuola da ieri solo gli alunni di elementari e medie, alle superiori didattica a distanza al 100% fino al 16 gennaio
  • Puglia: le scuole di ogni ordine e grado, dalle primarie alle superiori, saranno in Ddi, Didattica digitale integrata, sino a venerdì prossimo.
  • Sardegna:  si pensa a un rinvio al 18 gennaio o 1 febbraio per le superiori in presenza
  • Sicilia: si valuta seriamente di chiudere le superiori fino alla fine del mese
  • Toscana: ancora possibile il ritorno in classe per le superiori l’11 gennaio.
  • Trento: è stato confermato per ieri giovedì 7 gennaio il ritorno in presenza al 50% degli studenti della scuola secondaria di secondo grado
  • Valle d’Aosta: scuola superiori in presenza dall’11 gennaio, a meno di novità a carattere nazionale
  • Veneto: dad per le superiori fino a fine gennaio 2021
  • Umbria: si pensa a un rinvio al 18 gennaio per le superiori in presenza

"Scuole aperte anche in estate 2021 per recuperare il tempo perso"

Le scuole resteranno aperte nell'estate 2021 per far recuperare i tanti giorni di scuola persi dai ragazzi? "Non sia un tabù. Ma deve essere una decisione affidata ai singoli istituti" dice a Repubblica Francesco Scrima, 70 anni, ex segretario Cisl scuola e presidente del Consiglio superiore della pubblica istruzione. Davvero si pensa di far tornare i ragazzi a scuola anche a luglio e agosto? "Fatta così, senza il convolgimento, la condivisione e la corresponsabilità di tutti, non funziona".  Resta da capire se saremo fuori dalla pandemia a luglio: per ora si naviga a vista. Ma non è un tabù: "A giugno con le verifiche finali sono i docenti che potranno rendersi conto delle carenze. E da lì costruire progetti di recupero, decidere tempi e modi".

La protesta della professoressa di Faenza

"Ci avevano promesso il 7 gennaio". Ma così non è stato. Quindi "siamo tornati davanti alle scuole" per dire "che vogliamo davvero starci a scuola e vogliamo starci in sicurezza". Perché la scuola si fa "solo quando insegnanti e studenti si incontrano e questo non lo si può fare attraverso uno schermo". Gloria Ghetti, insegna Storia e filosofia al Liceo Torricelli-Ballardini di Faenza, in provincia di Ravenna. In rappresentanza di colleghi, genitori e studenti dell'istituto, oltre a partecipare a una delle tante manifestazioni che si svolgono oggi in tutto il paese, ha deciso di "occupare" pacificamente la scuola. E lo ha fatto anche stanotte. "Ho deciso di restare a scuola - ha spiegato Ghetti - perché non sappiamo più come chiederlo: tutte le scuole devono aprire in presenza, perché docenti e studenti si stanno rassegnando alla didattica a distanza, perché ormai sul diritto allo studio, sancito dalla Costituzione, è stato dato un colpo di spugna". Prendere decisioni chiare e mettere la scuola al centro, considerarla davvero una priorità: si chiede un cambio di prospettiva. Staremo a vedere.

Miozzo: "La scuola non è esente da rischi ma si può convivere con il rischio"

Sul ritorno a scuola non è necessario "rischiare, bisogna fare delle cose con intelligenza. Comprendendo che siamo nel pieno di una pandemia, ci sono dei rischi cosiddetti accettabili: a scuola si può andare se le condizioni sono compatibili". Sono le parole del coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo a Buongiorno, su Sky TG24, "Trovo molto positivo - ha aggiunto - che il dibattito politico sulla scuola abbia raggiunto livelli di attenzione che raramente in passato aveva. Dopodiché dobbiamo considerare le criticità esistenti. La scuola non è esente da rischi ma si può convivere con il rischio. Dobbiamo valutare area per area se le condizioni esterne alla scuola sono state soddisfatte. Se non si entra nella logica del rischio accettabile la scuola resterà chiusa con la didattica a distanza fino a settembre - ottobre, quando l'immunità di gregge sarà raggiunta

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