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Sabato, 13 Aprile 2024
Il piano del governo

Scuola, arrivano 100mila assunzioni: la metà già a settembre

Durante l'incontro con i sindacati il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha annunciato 100mila assunzioni, di cui 56mila arriveranno già a partire dall'anno scolastico 

Il governo sta per varare un massiccio piano di assunzioni per affrontare il prossimo anno scolastico. A confermarlo è il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara che durante l'incontro con i sindacati ha annunciato quasi 100mila assunzioni per i prossimi due anni. Nel dettaglio, più della metà dei nuovi innesti, circa 56mila unità con contratto a tempo indeterminato, verranno assunte già a partire da settembre con l'inizio dell'anno scolastico 2023/2024. Di queste, circa 19mila riguarderanno insegnanti di sostegno, mentre le altre su posto comune.

Le sigle sindacali hanno ben accolto la notizia delle assunzioni, sperando che questi annunci vengano rispettati, come sottolineato da Rino Di Meglio, Coordinatore Nazionale della Federazione Gilda-Unams: "Apprezziamo la ripresa delle relazioni sindacali da parte del Ministro ed esprimiamo soddisfazione per la garanzia data in merito alle misure previste in favore dei docenti tutor, affinché vengano discusse nell’ambito della contrattazione nazionale. Per quanto riguarda le assunzioni, ci auguriamo che vengano effettivamente realizzate tutte quelle stabilite dal piano, diversamente da quanto accaduto negli anni scorsi quando le cattedre assegnate sono state meno della metà rispetto ai posti autorizzati".

I docenti assunti tra il prossimo anno scolastico e quello successivo, secondo quanto dichiarato dal titolare di viale Trastevere, saranno 100mila, di cui 65mila impiegando risorse del Pnrr e 35mila extra Pnrr con procedura straordinaria riservata a chi ha 36 mesi di servizio e 24 Cfu. Per l’anno scolastico 2023/2024, le assunzioni saranno 56mila, di cui circa 19mila sul sostegno e le altre su posto comune. "Purtroppo sul fronte contrattuale - aggiunge il Coordinatore Nazionale - ci troviamo in una situazione di stallo dovuta alla complessità del comparto, che comprende scuola, università, ricerca e Afam".

Infine, in merito ai fondi Pnrr, alla luce delle difficoltà che stanno affrontando le scuole nella realizzazione dei progetti, Di Meglio non ha nascosto il timore che possa verificarsi un grande spreco di risorse. "Non si capisce, per esempio, a cosa serve allestire aule digitali in edifici scolastici che vanno in pezzi. Un po’ come se agli alunni della primaria si chiedesse di imparare a leggere e a scrivere senza aver prima appreso l’alfabeto".

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