Martedì, 11 Maggio 2021

I certificati post malattia per la scuola: come funzionano (ogni Regione ha le sue regole, ecco quali)

Come comportarsi in caso di assenze per malanni non legati al Covid? Nella matassa di normative e decreti ogni territorio ha le sue norme. Ma così si rischia di paralizzare le attività didattiche

Foto di repertorio

Nel primo anno scolastico all'epoca del coronavirus, sono tantissimi i dubbi che attanagliano genitori e insegnanti. Uno di questi riguarda come comportarsi in caso di assenze per malattia, non collegate al Covid. Cosa fare? In questo inizio contraddistinto dall'incertezza, la risposta non soltanto non è del tutto chiara, ma è anche diversa da regione a regione. Infatti, in una matassa di normative locali, decreti governativi, linee guida e interpretazioni varie, la situazione rischia di diventare ancora più ingarbugliata quando inizieranno i primi malanni stagionali. Il problema non sarà solo distinguere la classica influenza dal Covid, ma anche individuare una procedura che riduca al minimo il rischio contagio e non paralizzi le attività didattiche.

Scuola, caos certificati medici

Il buon vecchio certificato del medico di famiglia, abolito in alcune Regioni negli ultimi anni, salvo poi essere reintrodotto per decreto in tutto il Paese durante la fase più critica dell’emergenza sanitaria, è ancora lo strumento più adeguato ma, come conferma il Corriere della Sera, le indicazioni che arrivano dalle scuole sono molto vaghe: ''Dovrebbe... forse... in teoria...''.

 In Veneto, Liguria e Piemonte, ad esempio, basta l'autocertificazione dei genitori, che però da linee guida prevede il nullaosta del pediatra. Nel caso in cui la scuola sospetti l'esistenza di sintomi da Covid può comunque rifiutare la riammissione. Esistono poi delle regioni accettano il rientro senza certificato e senza autodichiarazione, puntando su ''quella fiducia reciproca alla base del patto di corresponsabilità fra comunità educante e famiglia''. E' questa, al momento, la regola che vige in Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Umbria e Marche.

Nelle altre regioni è ancora in vigore il vecchio certificato dopo i 5 giorni di assenza, mentre in Sicilia l’obbligo scatta dal decimo giorno.

Scuola e certificati, i dubbi dei presidi

Una situazione a dir poco caotica, che lascia dei dubbi anche tra i dirigenti scolastici, come trapela dalle parola di Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione presidi: ''Se uno studente si assenta e la scuola non sa il perché, potrebbe avere anche il virus ma se nessun medico lo ha visitato saremmo di fronte a una riammissione non ottimale. Allora bisognerebbe reintrodurre un obbligo di certificazione, almeno sopra i tre giorni di malattia''. Secondo il CorSera il Governo sta valutando l'idea di un intervento normativo sul territorio nazionale, ma qualsiasi decisione in merito dovrà attendere il weekend elettorale.

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