La Dad alle superiori e lezioni sulle sedie nelle scuole senza banchi né prof

La scuola riparte tra dieci giorni ma i banchi non ci sono: a Roma i professori si inventano falegnami e "segano in due" i biposto. I presidi: "Lezioni sulle sedie"

Lunedì prossimo le scuole dell'Alto Adige, le prime in Italia, riapriranno i cancelli. Stesso giorno per le scuole dell'infanzia  della Lombardia. Poi via in ordine sparso quando la maggior parte delle campanelle suoneranno il 14 settembre. Ma in molti istituti le nuove regole anti-Covid vengono già testate in questi giorni con i corsi di recupero per gli studenti che hanno preso sottogamba la didattica a distanza e si sono ritrovati con una insufficienza in pagella da recuperare.

Un test che serve a capire come saranno le lezioni al tempo del coronavirus: tutti con la mascherina, tutti distanziati e  percorsi obbligatori da seguire per arrivare in aula. Qui cominciano i problemi: in molte scuole i banchi monoposto che secondo le prescrizioni del Cts dovrebbero servire a mantenere le distanze tra gli alunni, non sono ancora arrivati. 

All'istituto di istruzione superiore Marconi Buccari di Cagliari gli studenti si accomodano nel banco doppio che c'è sempre stato, ma da soli. Per ora, poi al rientro in aula si vedrà. 

Altra scuola, altra soluzione: in un istituto della periferia romana in borgata Finocchio, per ovviare ai ritardi nelle consegne e risparmiare sulla spesa complessiva, un professore di Tecnologia si è fatto promotore di segare in due i vecchi banchi monoposto, aggiungendo poi le gambe mancanti: un'idea che permette altresì di evitare gli oneri di smaltimento.

La distribuzione dei banchi è stata avviata partendo da alcuni luoghi simbolici e ieri il commissario per l'emergenza coronavirus Arcuri ha spiegato che le consegne saranno terminate entro settembre ma solo per le scuole elementari. La consegna degli oltre due milioni e quattrocentomila banchi si concluderà, nei 17.863 plessi scolastici che ne hanno fatto richiesta, solo entro la fine di ottobre.

Per ovviare alle mancanze di banchi l'associazione nazionale dei presidi ha proposto di fare lezione sulle sedie per mantenere il distanziamento fino all'arrivo dei nuovi arredi, auspicando altresì che sopratutto per le scuole superiori vegono adottate le lezioni online. 

Scuola, il rientro del 14 settembre non per tutti: le date regione per regione

"La situazione ad oggi non mi pare tale da consentirci di aprire in tranquillità il 14 settembre" dice il governatore della Campania Vincenzo De Luca antesignano tra i presidenti di regione che avevano suggerito e probabilmente applicheranno una ordinanza che posticipi la riapertura. De Luca annuncia che la decisione sulla data di riapertura sarà "ufficializzata all'inizio della prossima settimana" puntando il dito contro la mancanza di banchi monoposto ma anche di materiale igienico-sanitario necessario per un'apertura in sicurezza.

Cosa fare fino ad allora? In molte scuole, principalmente superiori ma anche medie, si rispolvera l'idea della Dad, la didattica a distanza. La Regione Basilicata, dopo aver posticipato al 24 settembre l'inizio dell'anno scolastico, sta predisponendo "le strategie definitive per un trasporto sicuro", anche in relazione al fatto che circa il 75% degli istituti scolastici lucani è pronto a utilizzare la didattica a distanza (Dad). 

Come la Basilicata anche Abruzzo, Calabria e Puglia hanno posticipato l'inizio al 24 settembre. Il Friuli Venezia Giulia ha optato per il 16, la Sardegna il 22. In Sicilia le singole scuole potranno decidere di posticipare fino al 24 settembre.

I genitori che ritirano i figli da scuola: "Se si contagiano finiamo in quarantena e addio lavoro" 

Intanto per venire incontro alle preoccupazioni dei genitori che temono di subire ripercussioni lavorative in caso di focolai di coronavirus nelle scuole dei figli, il consiglio dei ministri ha annunciato un intervento per concedere congedi straordinari ai genitori di figli minori di quattordici anni nei casi di quarantena obbligatoria dei figli.

"I genitori potranno assentarsi dal lavoro in caso di situazioni di emergenza come quella dell'eventuale quarantena di bambini e ragazzi", spiegano i deputati M5s. "In questa fase è necessario fare tutto il possibile per riportare i nostri figli in classe e allo stesso tempo consentire ai genitori di gestire in tranquillità le esigenze familiari e quelle lavorative". 

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Nelle scuole mancano i professori

Altro capitolo non meno problematico è quello dei professori: secondo la Cisl scuola mancano all'appello oltre 50 mila docenti di ruolo e difficilmente la call veloce introdotta dal ministro dell'istruzione Lucia Azzolina potrà sopperire alle vacanze. Il rischio è che il Ministero di Viale Trastevere debba farsi carico di un numero di supplenze da attivare ben superiore alle consuete 130/140 mila. Sempre che non vi sia una emorragia dei cosiddetti professori fragili.  

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