Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Scenari

Scuola, da oggi tutti in classe: si va verso la mini-quarantena

Oggi con la ripresa di Calabria e Puglia termina il rientro scaglionato. Tutti in classe da Nord a Sud. Nel governo si ragiona sulla possibilità di accorciare la durata della quarantena. Sasso (Lega): "Se in 3 o 4 giorni risultano tutti negativi allo screening, non vedo perché non farli tornare in presenza"

Tutti in classe, da oggi si fa sul serio. Si conclude oggi il rientro a scuola scaglionato, post vacanze estive, per l'inizio del nuovo anno scolastico: questa mattina torna infatti a suonare la campanella per i 813.853 alunni delle Regioni Calabria e Puglia, gli ultimi a ricominciare le lezioni nella Penisola.

I primi a tornare a scuola erano stati, il 6 settembre, gli studenti della Provincia di Bolzano; quindi il 13 settembre sono rientrati a scuola quelli delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d'Aosta e Provincia di Trento; il 14 settembre è stata la volta della Sardegna; il 15 settembre di Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana; il 16 settembre del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia.

Oggi quindi, con la ripresa di Calabria e Puglia, sono in totale 7.407.312 gli studenti rientrati sui banchi delle scuole statali in tutta Italia (846.775 alunni della scuola dell'infanzia statale, 2.313.923 quelli della primaria, 1.584.758 quelli della secondaria di I grado e 2.661.856 quelli della secondaria di II grado), in 368.656 classi.

Scuola, verso accorciamento della quarantena

Per evitare il ritorno della Dad a scuola serve "una massiccia attività di tracciamento" e "puntare sui test salivari per scoprire i positivi asintomatici e fermare i contagi. Vorrei un parere scientifico sulla possibilità di accorciare la durata della quarantena, almeno per i vaccinati: credo che si possa far tornare tutti a scuola in meno di 7 giorni". Così Rossano Sasso, sottosegretario leghista all'Istruzione, in una intervista a La Stampa. "Se in 3 o 4 giorni si riesce a sottoporre tutti allo screening e risultano tutti negativi, non vedo perché non farli tornare in presenza", spiega Sasso, per il quale "potenziare il tracciamento è l'arma principale per evitare quarantene e conseguente ricorso alla didattica a distanza".

Per il sottosegretario lo screening con 110 mila studenti sottoposti a test salivare ogni mese, "non è sufficiente: bisogna aumentare notevolmente, a mio avviso ne servono almeno 500 mila ogni due settimane, un milione di studenti controllati al mese. Solo con uno screening a tappeto si riesce a intercettare tempestivamente i positivi e a spegnere i focolai". "Non è il momento" per togliere le mascherine in classe anche se tutti sono vaccinati, prosegue il deputato della Lega, mentre le scuole potrebbero "lavorare sulla prevenzione, dotando le classi di impianti di areazione e ventilazione per il ricambio costante dell'aria. Ai genitori dico di far vaccinare i propri figli, dai 12 anni in su, e di farli sottoporre al test salivare, non appena sarà disponibile", conclude Sasso.

La scuola è oggi il luogo più sicuro (secondo il ministro Bianchi)

"Sicurmente la scuola è oggi il luogo più sicuro. Quello che è fuori, il contorno, quindi infrastrutture, trasporti, è un mondo molto piu complicato dunque la risposta è vacciniamoci tutti". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ospite del Caffè della domenica di Maria Latella su Radio 24 stilando il bilancio della prima settimana dal rientro a scuola in presenza.

"La prima settimana di scuola è andata bene in tutta Italia e ha visto un grande entusiasmo. Certamente avendo riaperto le aule per 10 milioni di ragazzi e 1 milione e mezzo di personale possono esserci dei casi di Covid ma sono casi isolati che stiamo controllando", ha aggiunto Bianchi.

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