Venerdì, 7 Maggio 2021

Scuola: tutti i dubbi dei presidi sulla riapertura

Mancano i banchi, le aule, i professori: i dirigenti scolastici lanciano l'allarme

E' una corsa contro il tempo, riaprire le scuole lunedì 14 settembre non sarà una passeggiata. "Tutto il personale scolastico è impegnato per la riapertura delle scuole. E' evidente, però che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto è in grave ritardo" dice il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, aggiungendo: "Queste difficoltà devono trovare immediata soluzione".

Banchi primo problema, quindi, ma mancano anche aule e professori. Capitolo aule: gli enti locali non le hanno reperite ovunque e non c'è l'assegnazione piena dell'organico, "ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio", sottolinea ancora Giannelli. "Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del  14 settembre sia rispettato ovunque. E' opportuno dunque valutare, sulla base di accordi tra enti locali e consigli di istituto, la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali". Una settimana in più di preparazione sarebbe stata utile a tutti.

Facciamo nostra l'amara constatazione di Flavia Amabile sulla Stampa:

Da quanti mesi presidi, insegnanti e genitori stanno mettendo in guardia il governo sulla mole di problemi da affrontare per garantire l’avvio dell’anno scolastico in sicurezza o, almeno, per diminuire le probabilità di contagio? Dalla scorsa primavera all’incirca e ora che siamo arrivati a pochi giorni dalla data che porterà di nuovo in classe la gran parte delle studentesse e degli studenti italiani, la scuola si trova impreparata come alcuni suoi alunni prima delle interrogazioni. La colpa non è degli istituti ma di un sistema ridimensionato e tagliuzzato negli ultimi 15-20 anni a cui il Covid non consente più di barare.

Secondo Armando Tivelli, dirigente scolastico e presidente regionale del l’Anp del Veneto, il primo problema vero sono gli spazi ristretti, "classette con tanti adolescenti all’interno e anche questo può determinare problemi. Mancano ancora risposte sui lavoratori fragili e da questo dipende la possibilità di far funzionare in modo corretto le scuole. Alla fine bisogna mettere in conto un sano realismo: è mancata la programmazione. È inevitabile che qualche focolaio ci sarà, speriamo solo che si riesca a contenerli".

Il prezzo dell'emergenza: il caso dell'appalto alla Nexus dei banchi per la scuola

C'è quindi chi ha deciso di posticipare la prima campanella: in Sicilia molte scuole riaprono il 24. E anche nel Lazio si potrebbero vedere dei nuovi slittamenti.

"Nel Lazio la situazione è molto difficile e alla fine tante scuole decideranno di rinviare l’inizio delle lezioni perché ancora non sono pronte". Mario Rusconi, dirigente scolastico, presidente dell’Anp del Lazio, ha la chat piena di segnalazioni di problemi. "Mancano i banchi, i docenti, il personale amministrativo. Molti presidi hanno preso servizio il primo settembre e in tanti casi non è stato ancora possibile effettuare i lavori di adeguamento. La Regione ha dato la possibilità a chi ne ha i motivi, di rinviare, si vedrà poi quando i giorni verranno recuperati".

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