Giovedì, 13 Maggio 2021
Quando si torna in classe?

Salta il prolungamento dell'anno scolastico: il governo al lavoro per settembre

Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, ha incontrato i sindacati, spiegando il piano dell'esecutivo: "Stiamo lavorando per riportare gli studenti in presenza il prima possibile. La chiusura non è da orchi, ma da responsabili"

Foto di repertorio Ansa

Un ritorno alla scuola in presenza (e il prima possibile), per riportare l'istruzione al centro del Paese e farne il motore  dello sviluppo e dell'eguaglianza sociale. È questo l'obiettivo del 'Patto per l'Istruzione e la Formazione' proposto dal ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, durante l'incontro avvenuto oggi con i sindacati. 

"Bisogna essere ancorati alla realtà: le scuole del primo ciclo le abbiamo tenute aperte fino allo stremo, anzi le scuole non hanno mai chiuso. Abbiamo tenuto i piccoli in presenza fino a che è stato chiaro che questo virus poteva colpire anche loro. Stiamo lavorando per riportarli in presenza il prima possibile in sicurezza'': una priorità soprattutto alla luce della situazione attuale, con l'Italia divisa tra zona rossa e zona arancione, con 7 milioni di studenti costretti a seguire le lezioni con la didattica a distanza.

"Sono assolutamente convinto - ha spiegato Bianchi - che serva riprendere la scuola in presenza, a partire dalle aree periferiche ma c'è un ruolo rilevante delle Autonomie, il calendario lo fanno le Regioni. Dobbiamo riportare i più piccoli in presenza e soprattutto lavorare in vista del prossimo anno scolastico, dobbiamo andare ad un innalzamento della qualità dell'offerta didattica complessiva, spero di avere risorse per interventi sostanziali per garantire un ponte in vista del prossimo anno scolastico: il problema degli apprendimenti non si risolve negli ultimi 20 giorni di giugno".

Secondo il ministro, è arrivato il momento di attuare un cambiamento nella nostra scuola: ''Abbiamo di fronte un obbligo: fare in modo che la scuola torni ad essere il centro del Paese, un centro dinamico, un motore di sviluppo per uscire dalla pandemia, ma anche dalla stagnazione. Abbiamo di fronte un anno costituente, un anno in cui dobbiamo essere capaci di valorizzare al massimo la nostra scuola".

Bianchi è tornato poi sulla decisione di sospendere la didattica in presenza: ''Quando abbiamo preso questa decisione, non è che da una parte c'erano i difensori dei bambini e dall'altra gli orchi, ma persone responsabili. Rappresentanti dell'Iss deputati a fare questo". Il titolare del dicastero dell'Istruzione ha poi fornito alcuni dati sulle vaccinazioni del personale docente: "Ad oggi il 44,3% dei nostri insegnanti è stato vaccinato e la Puglia è la Regione che ha vaccinato di più". 

Il ministro ha anche ricordato che "in questo anno i nostri insegnanti hanno lavorato moltissimo. Hanno fatto tantissime esperienze. La Dad non è quella dell'anno scorso, ci sono molte esperienze e noi diffonderemo le buone esperienze di questo periodo per dimostrare che i nostri insegnanti hanno sempre tenuto la porta aperta e il contatto con i loro ragazzi". 

"La scuola è in presenza per definizione ma non è stata ferma, i nostri insegnanti non sono stati fermi. Ci vuole fiducia nella scuola e negli insegnanti. È un elemento importantissimo. - ha sottolineato Bianchi - Dobbiamo aiutare i nostri ragazzi a superare questo periodo ed elaborarlo. Stiamo lavorando per aiutare le famiglie e dare più strumenti per ampliare l'offerta didattica e fare un ponte tra quest'anno e il prossimo". 

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