Venerdì, 7 Maggio 2021
Conto alla rovescia

Scuola, i veri ostacoli per il ritorno "totale" in classe dal 26 aprile nelle regioni in zona gialla e arancione

I presidi: "Troppo rischioso, niente interventi per il distanziamento e pochi vaccinati". Il mondo scolastico pensava probabilmente di arrivare a fine anno seguendo una linea di stabilità, in presenza dal 50 fino al 75%. Fedriga: "Il problema sono i trasporti". Orari ancora più scaglionati? Lo spazio di manovra è davvero poco

Presidi e alcuni sindacati si dicono preoccupati per l'annunciata totale riapertura delle scuole al 100 per 100 in presenza dal 26 aprile in zona gialla e arancione: "Troppo rischioso, niente interventi per il distanziamento e pochi vaccinati. Occorrerebbe modificare i protocolli di sicurezza", dicono i dirigenti, "o si deroga dal distanziamento di un metro in classe oppure non sarà possibile accogliere il 100% degli studenti. Una classe può ospitare, col distanziamento previsto attualmente, 17/18 studenti. Il resto dovrebbe restare a casa in Dad". I mezzi pubblici presentano inoltre le stesse criticità di sempre.

Scuola, tutti in classe dal 26 aprile: "Ma non sarà possibile rispettare il distanziamento"

"La scuola è un luogo naturale di assembramento. Se si tornasse al 100% in molte aule non sarà possibile rispettare il metro di distanziamento. In questo caso la scuola si vedrà costretta a ridurre la presenza dei ragazzi e alternarla alla dad, facendo rotazioni. Bisogna valutare questo rischio", spiega Antonello Giannelli presidente dell'Anp (Associazione nazionale presidi). Riguardo al rientro a scuola dal 26 aprile, Giannelli spiega che "abbiamo un aspetto positivo che è migliorato, quello della percentuale di personale scolastico che ha ricevuto la prima dose, ovvero 3 su 4. L'aspetto criticabile è la sospensione del piano vaccinale nei confronti del mondo della scuola che riguarda 1,5 milioni di persone, per procedere invece con fasce d'età. Dovrebbe essere invece fatto parallelamente. Tra gli aspetti negativi ci sono sempre i trasporti, tema che riguarda soprattutto gli alunni superiori perché i più piccoli hanno la scuola vicino casa. Ci sono 390 milioni di euro per i trasporti, ma quando ne vedremo gli effetti? C'è poi il tema del piano di screening degli studenti basato sui tamponi rapidi che ancora naviga in alto mare", conclude Giannelli.

"La scuola pensava di arrivare a fine anno seguendo una linea di stabilità, non variando sulla percentuale di presenza dal 50 fino al 75% sui cui gli istituti superiori si erano orientati nei loro sistemi di funzionamento in emergenza. Con la riapertura al 100% nelle regioni gialle e arancioni, prevista dal governo per lunedì 26, la preoccupazione è tanta. Perché, nei fatti, si tratta di una questione impossibile da risolvere". A dirlo Cristina Costarelli, vicepresidente dell'Associazione Nazionale Presidi (ANP) del Lazio, in un video postato sulla sua pagina Facebook. "Da un lato ci sono, infatti – spiega Costarelli - le norme di distanziamento che contemplano il metro di distanza minimo tra due studenti, a cui si aggiunge la circolare di aprile del Ministero della Salute che suggerisce di arrivare, ove possibile, a due metri di distanza; dall'altro ci sono i piani di affollamento di aule che possono accogliere 20 alunni dove ne dovremmo mettere 30. Si tratta di una dicotomia materialmente insuperabile". "A questo – rimarca la numero due di ANP Lazio - si sommano i nodi non risolti: dal tracciamento fino all'aumento dei casi positivi negli istituti, cosa che comporta disservizi per l'organizzazione scolastica per l'indisponibilità di docenti”. “Chiediamo di avere soluzioni a portata di mano – conclude Costarelli - per superare la dicotomia tra distanziamento e necessità prevista di far tornare tutti gli studenti, e che davanti a situazioni di non accoglienza di parte dei ragazzi in classe le responsabilità non ricadano sui dirigenti scolastici".

Che cosa cambia già questa settimana

Aumentano già oggi intanto gli studenti a scuola in presenza con il passaggio all'arancione della Campania. Oggi il Cts ne approfondirà dettagli e regole, anche per il pass per gli spostamenti. Le Regioni premono per ulteriori aperture, ma è proprio sulla scuola che dubbi e cautele persistono. Al ministero dell'Istruzione oggi è in programma un incontro con i sindacati per un rientro a scuola in sicurezza.

Da oggi quindi saranno a scuola per seguire le lezioni in presenza 6 milioni e 850mila alunni: l'80,5% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie: oltre otto su dieci. Si tratta di 291 mila studenti in più di questa settimana, tutti della Campania che è uscita dalla zona rossa. Restano in zona rossa Puglia, Sardegna e Val d'Aosta con 390 mila alunni in Dad: in tutto saranno quasi un milione e 657 mila quelli ancora a casa in Dad questa settimana. Dei 6,8 milioni che saranno in classe, poco meno di 5,6 milioni sono bambini più piccoli della scuola dell'infanzia e alunni del primo ciclo, compresi quelli che si trovano nelle tre regioni classificate "rosse". In tutte le regioni, indipendentemente dal colore, accederanno ai servizi per la prima infanzia (0-3 anni) anche 356 mila bambini.

Scuola, sugli orari c'è poco spazio di manovra

Sulla riapertura delle scuole "ero in disaccordo, non per la scuola in sé, ma per i trasporti: in settimana incontreremo il governo per vedere gli orari di apertura e chiusura delle scuole perché così non va bene" fa sapere oggi Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli-Venezia Giulia e neo presidente della Conferenza delle Regioni. Il vero nodo sarebbero i trasporti, ancor più del distanziamento dentro alle scuole: "Sì, con le dotazioni attuali non siamo in grado di dare risposta ad un'utenza riportata al 100%. È chiaro che, non potendo intervenire più di tanto su questo fronte, sia necessario agire sullo scaglionamento degli orari di ingresso e uscita dalle scuole. Secondo me, con l'apertura al 50% ci si era già spinti ad un buon punto. Era stato raggiunto un buon equilibrio, un compromesso".

Ma sugli orari lo spazio di manovra è poco. Gli ingressi sono già scaglionati, alle 8 e alle 9.45-10, e alcune scuole già hanno introdotto la frequenza al sabato a causa delle regole sulla capienza di bus e treni: non è pensabile fare ulteriori modifiche agli orari. I sindacati potrebbero chiedere, secondo quanto trapela, di rendere obbligatorie le mascherine Ffp2 in classe per riaprire le scuole superiori in presenza al 100 per cento nelle zone gialle e arancioni. Nelle zone rosse (in questo momento Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta) potranno tornare invece in classe tutti fino alla terza media e dal 50 al 75% alle superiori.

I colori delle regioni dal 19 aprile sono i seguenti:

Zona Bianca Nessuna regione
Zona Gialla Nessuna regione
Zona Arancione Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto e Province autonome di Bolzano e Trento
Zona Rossa Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta

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