Venerdì, 14 Maggio 2021
"Servono subito i congedi parentali"

L'ex ministro Azzolina non ci sta: "Dispiace vedere tutta questa rassegnazione sulla chiusura delle scuole"

L'ex titolare del dicastero dell'Istruzione su Facebook: "Dove sono finiti i test a tappeto? Io li ho pretesi per mesi". La replica di Patrizio Bianchi: "È stata una scelta difficile"

Lucia Azzolina, ministro dell'Istruzione nel governo Conte II, commenta con amarezza la nuova chiusura delle scuole. "Circa 6 milioni di studenti sono a casa ed è facile prevedere che nel giro di poche ore il numero crescerà ancora. Dispiace vedere tutta questa rassegnazione, come se la chiusura delle scuole fosse un evento ineluttabile. La verità è un’altra: è più facile", ha scritto l'ex titolare del dicastero dell'Istruzione su Facebook.

Il botta e risposta tra Azzolina e Bianchi sulla chiusura delle scuole

Poi la polemica: "Dove sono finiti i test a tappeto per le scuole? Ci si sta lavorando? Io li ho chiesti per mesi, poi ho preteso e ottenuto che le regioni si impegnassero all'unanimità a farli. Era dicembre. A che punto siamo?". "Cosa dicono quelli che 'in Francia scuole sempre aperte anche col lockdown'? Non parlano più adesso che non c'è Azzolina?", ha scritto ancora su Facebook l'ex ministro.

"Servono subito i congedi parentali, fondamentali per le famiglie. Ma è un po' più difficile immaginare di poter ripagare il ritardo di apprendimento e di socialità di bambini e ragazzi. Inoltre, non può una mamma fare smart working e contemporaneamente far fare didattica a distanza ai propri figli. Oggi è la Festa internazionale delle donne, i bimbi sono a casa e ancora una volta viene scaricato tutto sulle donne di questo Paese", ha aggiunto.

Nel corso di un convegno oggi al Senato, il ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi ha replicato così alle parole di Lucia Azzolina: "Quando abbiamo dovuto prendere le decisioni inserite nel Dpcm per le scuole non è stato facile, è stata una scelta difficile ma responsabile: la variante inglese colpisce i più giovani. Se saremo in grado di assumerci l'onere di fare squadra contro la pandemia, questa si ferma, altrimenti questa continua". Su un eventuale ritorno tra i banchi entro Pasqua, il ministro ha detto che "non c'è un orizzonte temporale, la responsabilità non è solo del governo, ma è di tutto il Paese".

La scuola e il rischio Dad per 9 studenti su 10

Nei prossimi giorni circa 7,6 milioni studenti potrebbero restare a casa in virtù del nuovo provvedimento che dispone la chiusura delle scuole nelle aree con più di 250 contagi settimanali su 100mila abitanti. Si tratta del 90,1% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie che, dopo il nuovo Dpcm del governo Draghi, corrono quindi il rischio di finire in didattica a distanza. A lanciare l'allarme è un'analisi di Tuttoscuola effettuata sui dati della Fondazione Gimbe: le prossime regioni che potrebbero chiudere completamente le scuole sono Veneto, Piemonte, Lazio e Friuli-Venezia Giulia. 

Sarebbero quindi 7.668.000 (più di 9 su 10) gli alunni di scuole statali e paritarie su un totale di 8.506.000 costretti a seguire le lezioni a distanza. Questo numero è composto da circa 1.235.000 bambini di scuola dell'infanzia. Le regioni interessate da questa chiusura totale che andrebbero ad aggiungersi alle situazioni già note sono il Lazio con 821.329, il Veneto con 680.096, l'Emilia-Romagna con 620.423, il Piemonte con 573.231, la Toscana con 504.616. Le uniche che potrebbero evitare questa ''spiacevole'' situazione sono la Sicilia (indice a 142) con 615.891 alunni a scuola, la Valle d'Aosta (indice 113) con 15.552 in presenza e la Sardegna (indice 61) con 207.286 alunni in zona bianca.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'ex ministro Azzolina non ci sta: "Dispiace vedere tutta questa rassegnazione sulla chiusura delle scuole"

Today è in caricamento