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Domenica, 23 Giugno 2024
Scuola Italia

Studenti in piazza contro l'alternanza scuola-lavoro: "Sfruttati nelle aziende"

In tuta blu come gli operai: gli studenti sono in sciopero contro la riforma Buona Scuola e nello specifico contro la cosiddetta "Alternanza scuola-lavoro"

Le accuse alla riforma

"Oggi abbiamo convocato il primo sciopero dell`alternanza scuola lavoro. Chiediamo al ministero dell`Istruzione che fine abbia fatto lo statuto delle studentesse e degli studenti in alternanza scuola- lavoro e il codice etico per le aziende? Siamo stanchi di aspettare!, dichiara Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti. "Come studenti viviamo sulla nostra pelle i disagi di questo modello di alternanza scuola- lavoro, noi siamo studenti, non merce nelle mani delle aziende".

"Anche gli universitari scenderanno oggi in piazza per denunciare i tirocini - sfruttamento. Siamo stanchi di vedere i nostri percorsi di studi degradati a manodopera a basso costo per enti, privati e imprese", afferma Andrea Torti, Coordinatore nazionale di Link Coordinamento universitario. "Con la campagna Formazione Precaria abbiamo lanciato un`inchiesta, con lo scopo di portare alla luce lo sfruttamento che gli studenti e le studentesse vivono nei loro percorsi accademici".

Inserita nel quadro delle riforme renziane, quella della Buona Scuola ha tuttavia dei nessi inequivocabili con altre leggi, come il Jobs act, che, attraverso l’introduzione del contratto a tutele crescenti e l’apprendistato a 15 anni, identifica anche l’alternanza scuola – lavoro come una politica attiva sul lavoro. Infatti, spesso gli studenti sono inseriti direttamente in produzione, senza passare da un ambiente protetto che ne possa garantire la formazione e la preparazione adeguata. Attraverso gli sgravi fiscali alle aziende che assumono studenti precedentemente da loro attivi nel percorso di alternanza scuola – lavoro, si sta infatti dopando l’esito dell’occupazione giovanile, sacrificando la formazione e creando nuove forme di lavoro gratuito, e di questo provvedimento Confindustria ringrazia.

"Il governo deve stanziare maggiori risorse in Istruzione e Ricerca. Le risorse regalate alle aziende con gli sgravi fiscali vanno invece investite per un`istruzione gratuita e di qualità", aggiunge Martina Carpani, Coordinatrice nazionale di Rete della Conoscenza. "La scuola e l`università non devono essere asservite al profitto degli sfruttatori, semmai devono cambiare il mondo del lavoro. L`istruzione deve essere garantita a tutte e tutti abolendo il numero chiuso all`università e istituendo il reddito di formazione universale".

Il ministro Fedeli

A “Circo Massimo” di Radio Capital, la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli ha spiegato: “Io difendo il merito dell’alternanza scuola-lavoro. In Italia si fa da anni, ma si faceva negli istituti tecnici-professionali ed era una scelta non per tutte le scuole. La legge 107 invece l’ha introdotta come innovazione didattica per un apprendimento trasversale di competenze”.

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