Martedì, 19 Ottobre 2021
Scuola

"No al taglio dei posti nelle facoltà di Medicina": presidi e flash mob degli studenti

Mobilitazione davanti ai principali atenei italiani da parte dei movimenti studenteschi Coordinamento Universitario, Unione degli studenti e Rete della Conoscenza contro il taglio dei posti, proprio nel giorno in cui partono i test di ingresso

Mobilitazione con presidi e flash mob davanti ai principali atenei italiani da parte dei movimenti studenteschi Coordinamento Universitario, Unione degli studenti e Rete della Conoscenza contro il taglio dei posti nelle facoltà di Medicina, nel giorno in cui partono i test di ingresso ai corsi di laurea.

Studenti: "Riduzione numero posti inaccettabile"

"La progressiva riduzione del numero di posti per l'accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia è inaccettabile e va a ledere ulteriormente il diritto allo studio, già colpito da un test assolutamente iniquo". Così in una nota Andrea Torti, Coordinatore di Link - Coordinamento Universitario sottolineando che "quest'anno Medicina ha visto un nuovo taglio da 9224 a 9100 posti".

"É inaccettabile che uno studente in uscita dalle scuole superiori non possa scegliere liberamente il suo percorso di studi, i test non valutano realmente la preparazione, ma vogliono selezionare e ridurre in numero i futuri studenti universitari. La sentenza di Milano sul numero chiuso a Studi Umanistici dimostra che la selezione all'ingresso è ingiusta e va abolita, servono assunzioni e finanziamenti per garantire il diritto costituzionalmente sancito di accedere ai gradi più alti degli studi", dichiara Francesca Picci, Coordinatrice nazionale dell'Unione degli studenti.

In Italia mancano medici e specialisti

"Non possiamo trascurare le mancanze di medici e specialisti che già oggi si palesano nel nostro Sistema Sanitario, e che in futuro si aggraveranno notevolmente se non ci sarà un ripensamento delle modalità di accesso al corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e del concorso di specialità attraverso l'aumento del numero delle borse e attraverso una programmazione di lungo periodo sui bisogni di salute del nostro Paese. Diciamo chiaramente che la progressiva riduzione dei posti a Medicina, con la scomparsa di migliaia di medici nei prossimi dieci anni porterà ad una vera e propria estinzione di questa figura" prosegue Martina Carpani, Coordinatrice della Rete della Conoscenza.

"Dopo anni di denunce da parte nostra cadute nel vuoto, anche l'Ordine dei Medici comincia a mettere in discussione questa programmazione. I tempi sono maturi per aprire un dibattito pubblico sul sistema di accesso alla formazione medica per abolire il numero chiuso", conclude Andrea Torti.

Fedeli: "Servono più laureati, non più iscritti"

"Si deve immaginare davvero reinvestire nell'Università, abbiamo bisogno di più laureati non solo di persone che semplicemente si iscrivono", lo ha detto il ministro dell'Istruzione, università e ricerca Valeria Fedeli su Zapping su Radio uno. "Dobbiamo determinare anche un rapporto esattamente tra laureati, come, quando con che contenuti e con quella qualità che deve restare", aggiunge Fedeli spiegando che è necessaria un giusto accreditamento e valutazione verso gli sbocchi del mercato del lavoro", ricordando a tale proposito "una novità di quest'anno, le lauree professionalizzanti".

"Abbiamo - ha aggiunto - un basso numero di laureati in rapporto ad altri Paesi europei, quindi dobbiamo puntare sulla formazione, poi dobbiamo discutere di che tipo di laureati abbiamo bisogno, per questo parlo di un allargamento e ampliamento del numero di laureati con mantenimento della qualità ma anche del rapporto con gli sbocchi professionali".

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