Venerdì, 26 Febbraio 2021
Rimini

Vaccini, l'appello di un genitore: "Mio figlio a scuola rischia la vita"

"Vi prego di inserire mio figlio in una classe in cui tutti gli altri bimbi siano regolarmente vaccinati. Se si ammala rischia la vita". Eppure l'appello di un genitore rischia di finire nel nulla perché il governo ha creato un vero e proprio caos alla vigilia dell'apertura delle scuole

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole si surriscalda il tema dei vaccini e dell'obbligo che c'è ma che nessuno (può) far rispettare. Solo ieri Today.it aveva dato conto delle quasi 300mila firme raccolte dalle famiglie dei vaccini immunosoppressi che l'associazione "Io Vaccino" ha inviato ai parlamentari e al ministro della Salute Giulia Grillo "senza ottenere risposta".

Oggi l'assessore ai Servizi educativi del Comune di Rimini, Mattia Morolli, ha deciso di rendere pubblica una lettera aperta che un concittadino gli ha inviato nella speranza di sensibilizzare ancora di più le famiglie sul tema delle vaccinazioni.

"Vi prego di inserire mio figlio in una classe in cui tutti gli altri bimbi siano regolarmente vaccinati. Se si ammala rischia la vita". Questo il messaggio disperato che un genitore ha inviato al Comune di Rimini a pochi giorni dal ritorno a scuola.

"Non può avvicinarsi a chi non è stato vaccinato."

Quelli dei bambini immunosoppressi sono casi difficili e delicati perché per motivi di salute non possono vaccinarsi e possono contare solo sulla protezione da alcune malattie infettive garantita dalla immunità di gregge data dalla maggioranza sana che si vaccina, proteggendo così anche i più deboli. 

"Nel 2018 mai avrei pensato di ricevere una richiesta così disperata da parte di un genitore di un bimbo iscritto nelle nostre scuole per l'infanzia" spiega l'assessore della cittadina romagnola. Ma quella denunciata è una delle tante richieste che arrivano negli uffici dei Comuni di tutta Italia. 

Vaccini, appello contro lo stop all'obbligo: "Proteggete i nostri bambini"

Intanto ad una settimana dall'inizio dell'anno scolastico la presa di posizione dei presidi italiani - che non vogliono applicare la nuova circolare Grillo-Bussetti impendendo l'accesso ai bambini non vaccinati - viene bollata come "una polemica assolutamente surreale e tardiva" dallo stesso ministro della Salute, Giulia Grillo.

"L'autocertificazione - ribadisce la titolare del governo - è stata adottata perchè "in mancanza di un'anagrafe vaccinale nazionale, non volevamo caricare di oneri ulteriori i cittadini. Ribadisco però che autocertificare non significa certificare il falso, perchè sennò - fa nota il ministro - ti becchi sei mesi di carcere".

I presidi non sono responsabili delle autocertificazioni false 

Tuttavia il ministro della Salute integra le sue affermazioni con un annuncio che scuscita ancora più polemiche. La maggioranza di governo ha infatti depositato una proposta di legge che prevede "misure flessibili di obbligo vaccinale" per superare l'annunciata intenzione dalle Regioni di impugnare davanti alla Corte Costituzionale l'emendamento sui vaccini inserito nel milleproroghe.

La nuova legge che sarà presentata al Parlamento vuole lasciare alle singole Regioni la possibilità di decidere quali vaccinazioni rendere obbligatorie e quali no, col rischio di una copertura a macchia di leopardo.

Vaccini per la scuola, è caos nelle Regioni

Ad oggi tutto quello che è riuscito a fare il governo è il caos più completo. Ad oggi gli annunci del governo sull'"obbligo flessibile" non sono ancora stati inseriti in alcun provvedimento legislativo e la legge in vigore resta la Lorenzin, seppur corretta in parte dalla circolare ministeriale di luglio che non prevede più la decadenza dell'iscrizione da asili e scuole dell'infanzia per i bambini non in regola.

La posticipazione di un anno dell'obbligo di certificazione vaccinale è infatti stata votata solo dal Senato, mentre la Camera si riunirà solo ad anno scolastico già iniziato. La legge vigente, il cosiddetto Decreto Lorenzin - che nel luglio 2017 aveva introdotto 10 vaccini obbligatori per i bambini da 0 a 16 anni - prescrive la presentazione di un certificato rilasciato da un'unità sanitaria locale al momento dell'iscrizione scolastica, pena multe fino a 500 euro e l'esclusione dalla scuola. 

L'effetto è che ogni Regione va per la sua strada: ad esempio in Piemonte - dove la giunta Chiamparino studia una legge per rafforzare l'obbligatorietà - i bambini sotto i sei anni dovranno comunque dimostrare entro il 31 dicembre di essersi vaccinati; nelle Marche il consiglio regionale ha ribadito la necessità di adempiere all'obbligo vaccinale sancito dal decreto Lorenzin per iscrivere i bambini ai servizi educativi nell'anno scolastico 2018/2019.

Il testo dell'appello a Grillo per non cancellare la legge Lorenzin

"Un’infanzia piena e serena è un diritto naturale di tutti i bambini e tutti abbiamo il dovere di garantirla"

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