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Lunedì, 29 Novembre 2021
Scuola Italia

Vaccini a scuola, 300mila firme contro lo stop all'obbligo (mentre è caos nelle Regioni)

Gli annunci del governo sull'obbligo flessibile non sono ancora stati inseriti in alcun provvedimento legislativo e la legge in vigore resta la Lorenzin, seppur corretta. Ma a due settimane dall'inizio della scuola ogni Regione va per la sua strada

Per entrare a scuola i vaccini sono obbligatori? Sì, ma non è obbligatorio presentare la certificazione che attesta il reale espletamento degli obblighi di legge. Sta tutto in questo evidente controsenso il caos che attende l'apertura delle scuole.

Vaccini, appello contro lo stop all'obbligo: "Proteggete i nostri bambini"

Chi come Roberta si trova ad essere mamma di una bimba immunosoppressa deve combattare con l'angoscia di non sapere se tra due settimane a scuola la propria figlia sarà seduta vicino ad un bimbo vaccinato o a un possibile pericolo per chi si trova purtroppo ad avere meno difese immunitarie. 

Esclusivo: il testo dell'appello a Grillo per non cancellare la legge Lorenzin

"Un’infanzia piena e serena è un diritto naturale di tutti i bambini e tutti abbiamo il dovere di garantirla"

Today.it aveva già incontrato Roberta qualche settimana fa quando insieme ad altri genitori aveva lanciato una petizione per chiedere al governo di non modificare le prescrizioni del decreto Lorenzin. La figlia di Roberta si chiama Viola ed è una delle migliaia di bambini immunosoppressi per cui varicella e morbillo, malattie comuni per bambini della sua età, rappresentano invece un problema pericolosissimo.

La petizione contro lo stop all'obbligo

Come Roberta decine di altre mamme, in queste settimane, si sono mobilitate per chiedere al governo di non fare marcia indietro rispetto alla legge Lorenzin che, prevedendo l'obbligo vaccinale per l'iscrizione scolastica, dava maggiori garanzie sull'immunità di gregge per quei bambini che, pur volendo, non possono essere sottoposti ai vaccini.

Oggi questa petizione è stata inviata sul tavolo del ministro della Salute Giulia Grillo, e dei parlamentari italiani, insieme a 300mila firme raccolte in appena un mese. "Non potranno dire di non sapere - spiega Roberta Amatelli a Today.it - riceveranno via "Posta certificata" la nostra petizione con tutte le firme che abbiamo raccolto, perchè oltre all'appoggio delle associazioni e l'interesse che ha suscitato anche all'estero,  non una parola è arrivata dal mondo politico e ora ci troviamo di fronte al caos mentre il tempo è ormai concluso". 

Vaccini a scuola, il caos a pochi giorni dal primo giorno

"Un genitore che prova a richiedere alla scuola se il proprio figlio si troverà in classe accanto a chi ha seguito le prescrizioni vaccinali, oppure meno, viene sballottato nel rimpallo delle responsabilità - spiega Roberta a Today.it. "Nel caso in cui si riesca a parlare con il dirigente scolastico il consiglio sarà quello di chiamara la Asl, e dall'azienda ospedaliera si verrà rimpallati alla Regione e dalla Regione di nuovo alla scuola". 

Tutto perché non esiste un anagrafe vaccinale in Italia, e la nuova legge che sarà presentata al Parlamento vuole lasciare alle singole Regioni la possibilità di decidere quali vaccinazioni rendere obbligatorie e quali no. 

"Il risultato di quello che il governo ha bollato come obbligo flessibile sarà quello di una copertura a macchia di leopardo che, come nel caso di mia figlia Viola, rappresenta un problema visto le sue difese immunitarie inefficaci".

Vaccini a scuola, il punto

Ad oggi tutto quello che è riuscito a fare il governo è il caos più completo. La posticipazione di un anno dell'obbligo di certificazione vaccinale è infatti stata votata solo dal Senato, mentre la Camera si riunirà solo ad anno scolastico già iniziato. La legge vigente, il cosiddetto Decreto Lorenzin - che nel luglio 2017 aveva introdotto 10 vaccini obbligatori per i bambini da 0 a 16 anni - prescrive la presentazione di un certificato rilasciato da un'unità sanitaria locale al momento dell'iscrizione scolastica, pena multe fino a 500 euro e l'esclusione dalla scuola. 

Ad oggi gli annunci del governo sull'"obbligo flessibile" non sono ancora stati inseriti in alcun provvedimento legislativo e la legge in vigore resta la Lorenzin, seppur corretta in parte dalla circolare ministeriale di luglio che non prevede più la decadenza dell'iscrizione da asili e scuole dell'infanzia per i bambini non in regola.

A due settimane dall'inizio della scuola tuttavia ogni Regione va per la sua strada: ad esempio in Piemonte - dove la giunta Chiamparino studia una legge per rafforzare l'obbligatorietà - i bambini sotto i sei anni dovranno comunque dimostrare entro il 31 dicembre di essersi vaccinati; nelle Marche proprio oggi il consiglio regionale ha ribadito la necessità di adempiere all'obbligo vaccinale sancito dal decreto Lorenzin per iscrivere i bambini ai servizi educativi nell'anno scolastico 2018/2019.

I presidi non sono responsabili delle autocertificazioni false 

"Crediamo che i nostri bambini abbiano il diritto di sentirsi sicuri e che questo diritto debba essere anche un impegno dello Stato e delle istituzioni - conclude Roberta annunciando l'inoltro della petizione al Governo e ai Parlamentari - siamo la voce dei nostri bambini. Noi non vogliamo l’autocertificazione, ma vogliamo che ci siano solo le certificazioni della Asl a garantire la copertura vaccinale. È assurdo che un ministro abbia suggerito di inserire tutti i bambini immunodepressi in un’unica sezione insieme ai bambini vaccinati. Mia figlia non potrebbe andare quindi nemmeno in bagno? Il virus non rimane fuori dalla porta"

"Domani ci aspettiamo una risposta concreta dal Governo e chiarezza perché non possono lasciare alle Regioni la responsabilità sui vaccini. Pretendiamo delle risposte prima che inizi la scuola".

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